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Filip Krajinovic vince il Thindown Challenger di Biella PDF Print E-mail
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Sunday, 06 August 2017 14:27

Biella - Parla serbo la ventesima edizione del torneo Internazionale di tennis che si disputa sui campi de "I Faggi" di Biella. Il Thindown Challenger, infatti, é stato vinto dal venticinquenne Filip Krajinovic, numero 140 del mondo con un passato da 86, nonché da allievo dell'ex professionista Diego Nargiso.

Last Updated on Wednesday, 11 October 2017 22:32
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Una Pro Vercelli un po' imballata cede al Lecce nel secondo turno di Coppa Italia PDF Print E-mail
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Saturday, 05 August 2017 21:11

Vercelli - Inizia con una sconfitta la stagione della Pro Vercelli di Gianluca Grassadonia. I Bianchi sono stati sconfitti dal Lecce al termine di un incontro non altamente spettacolare, che ha messo in mostra tutti i limiti di una squadra non ancora al top della condizione. Il Lecce, dal canto suo, ha dimostrato maggiore concretezza, riuscendo a portare a casa un risultato comunque di prestigio, mentre la Pro Vercelli deve continuare la preparazione con la consapevolezza di dover modificare alcuni dettagli e recepire meglio gli insegnamenti tattici di Grassadonia.

Nel primo tempo Pro Vercelli, nonostante le gambe un po' imballate, riesce a proporre un gioco abbastanza propositivo, mentre il Lecce di Rizzo prova a giocare di rimessa. Passano pochi minuti e la Pro sfiora subito il gol con una bordata di Mammarella che Perucchini devia in angolo con un ottimo riflesso. Per tutta la prima mezz'ora di gara la squadra di Grassadonia propone un gioco godibile. Nonostante una fase di impostazione un po' lenta (spesso la cabina di regia viene affidata a Konate, non porprio un giocatore con i piedi raffinatissimi), la Pro riesce a farsi spesso pericolosa e sfiora il gol due volte: prima con un diagonale deviato di Altobelli e poi con un incrocio di Firenze che si stampa sul palo. Al 37', peró, il Lecce colpisce all'improvviso: clamorosa indecisione collettiva della difesa della Pro e Di Piazza, ex di turno, insacca di testa indisturbato. I Bianchi, poi rischiano ancora al 40': l'arbitro Serra non fischia un rigore al Lecce su un possibile fallo di mani di Legati.

Il secondo tempo si apre con un episodio in grado di cambiare la partita: Legati scivola clamorosamente e regala a Di Piazza il pallone: l'attaccante, solo davanti al portiere, lo fredda e realizza la sua personale doppietta. Passano pochi e lo stesso Di Piazza, dopo aver scherzato Legati, sfiora il gol. Di fatto, la Pro non entra in campo all'inizio del secondo tempo: la manovra é lenta e in attacco La Mantia e Bianchi sono palesemente in ritardo di condizione. All'improvviso, però, la Pro Vercelli ha un sussulto. Al 16' La Mantia trova spazio in area e dialoga con Rovini (entrato al posto di Bianchi), che serve un pallone d'oro a Firenze, bravo a a non sbagliare un vero e proprio rigore in movimento. Anche il Lecce, a questo punto, mette in mostra i suoi limiti di condizione e la partita si riapre. Allo stesso tempo, peró, entrambe le squadre sono molto stanche, e dunque l'incontro diventa più scorbutico. La Pro Vercelli ci prova più con la forza della disperazione che con il gioco e il Lecce, nonostante qualche sbandamento, riesce a portare a casa una vittoria nel complesso meritata.

A fine partita Grassadonia non può che commentare gli errori di una squadra che, pur avendo creato molto, non é riuscita a concretizzare, finendo vittima degli errori individuali di una difesa tutt'altro che perfetta. Quello che ha convinto, in ogni caso, è stata la buona mole di occasioni create. Ancora da rivedere, invece, la difesa, che ha perso un po' di qualità rispetto allo scorso anno. Proprio per questo  motivo, pare certo l'arrivo di William Jidayi dall'Avellino. Si tratta di un giocatore molto duttile, che potrebbe fornire nuove soluzioni tattiche ad una squadra che ha bisogno di crescere ancora in vista del campionato, che inizierà il 26 agosto contro il Frosinone. Luigi M. D'Auria

 
Livello più alto per il Thindown Challenger di Biella PDF Print E-mail
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Wednesday, 02 August 2017 16:32

Biella - Nonostante l'assenza dell'argentino Leonardo Mayer (che ha deciso di prendersi una settimana di riposo dopo aver vinto a sorpresa l'Atp 500 di Amburgo), il torneo Challenger di Biella presenta un campo di partecipazione davvero notevole. Non poteva essere altrimenti, se si considera che Il torneo presenta un montepremi di 106500 euro più ospitalità, il massimo per la categoria Challenger (il massimo storico nella ventennale esperienza di organizzazione di torneo internazionale dei Faggi).

Dopo quasi tre giorni di tabellone principale (iniziato, dopo il weekend di qualificazioni, lunedì 31 agosto), é già tempo di primi bilanci. Tra i giocatori più in vista di questo inizio di torneo, non si può non nominare la prima testa di serie del torneo, Marco Cecchinato, che non ha avuto troppe difficoltà nello sconfiggere, al secondo turno, la Wild card degli organizzatori, il vercellese Pietro Rondoni. Fari puntati, nella parte bassa del tabellone, sul siciliano Salvatore Caruso, bravo a sconfiggere il belga Reuter al primo turno e a fare l'impresa al secondo contro l'esperto spagnolo Guillermo Garcia, crollato dopo un grande primo set (lo spagnolo, non al masssimo fisicamente, ha forse patito il lungo match di primo turno contro Lorenzo Sonego) e ritrovatosi preda delle trame da fondo campo di Caruso.

Per i colori italiani, purtroppo, non ci sono state soltanto note positive. Stefano Napolitano, autore di prestazioni davvero notevoli quest'anno, non é riuscito a ben figurare di fronte al pubblico di casa, perdendo al primo turno contro Roberto Carballes Baena, testa di serie numero otto del torneo. Tra le wild card assegnate dalla Fit, invece, subito eliminato, nonostante una grande partita, Andrea Pellegrino, che ha soltanto sfiorato l'impresa contro Stefano Travaglia, numero sette del seeding. Gianluca Mager, invece, é riuscito a vincere agilmente una partita complicata sulla carta contro l'esperto Matteo Viola.

Il livello tecnico del torneo, in ogni caso, sembra essersi alzato rispetto alla scorsa edizione. Qualche assenza di troppo dei favoriti della vigilia, infatti, é stata compensata dalle presenze di molti giovani giocatori desiderosi di ben figurare in un palcoscenico importante. Il title sponsor del torneo, Thindown, ha garantito nuova linfa ad una macchina organizzativa rodata, che é riuscita a dar vita ad uno dei maggiori tornei del nostro paese (il miglior Challenger per montepremi insieme a Caltanissetta e Genova). L'obiettivo, a nostro avviso, dovrebbe essere quello di mantenere questo montepremi anche nei prossimi anni, magari provando a dotare il centrale di una tribuna aggiuntiva più funzionale di quella attuale. Luigi M. D'Auria

 
Buon test estivo tra Genoa e Borgaro: 5-2 per il Grifone PDF Print E-mail
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Saturday, 05 August 2017 16:55

Bardonecchia (To) - Lasciato il ritiro austriaco di Neusfit, Ivan Juric cercava risposte incoraggianti dal secondo ritiro estivo del "Grifone", presente a Bardonecchia per il secondo anno consecutivo. Per i tifosi genoani é stata, almeno finora, un'estate abbastanza complicata, soprattutto a causa della volontà da parte del Presidente Preziosi di farsi da parte (anche a causa di un rapporto con la parte più accesa del tifo diventato sempre più problematico) e di qualche rinvio di troppo nella definizione della cessione alla cordata italo-inglese interessata ad acquistare il Club. A una settimana dal terzo turno di Coppa Italia, però, deve essere il campo a parlare, anche perché la squadra di Mister Juric vuole fare di tutto per evitare gli errori compiuti nella passata stagione, in cui la salvezza é stata ottenuta con più difficoltà del previsto.

Subito prima della presentazione ufficiale del club si é svolta un'amichevole tra lo stesso Genoa e il Borgaro, ambiziosa squadra piemontese che, anche grazie al nuovo sponsor Nobis, ha intenzione di affrontare una Serie D da protagonista. La squadra di Russo ha iniziato a mettere in mostra parte del proprio potenziale proprio contro il Genoa, riuscendo a concludere i primi quarantacinque minuti in parità. Di fronte ai quasi seicento spettatori presenti a Bardonecchia, il Borgaro sembra non avere le gambe pesanti e, pur facendo fare la partita al Grifone, riesce a ripartire con grande precisione e a rispondere al gol del giovane Stephane Omeonga, sicuramente una delle note positive della prima frazione.

Nella ripresa, invece, il Genoa inizia a carburare, anche perché Juric mette in campo una formazione più simile a quella titolare, che vede in cabina di regia Veloso affiancato da Bertolucci e davanti Pandev e il Cholito Simeone, che in tifosi sperano di rivedere a Marassi almeno per un altro anno (non sono poche le squadre che lo cercano). Il vero protagonista, però, è Nikola Ninkovic, che realizza una prestazione maiuscola, impreziosita da una doppietta e da una grande combinazione che ha portato al gol di Pandev. Tra i nuovi acquisti, invece, ha trovato il gol Bertolacci, parso contento per essere tornato alla corte del Grifone.

Il Genoa, dunque, lascia Bardonecchia con un'altra vittoria in amichevole, in attesa dei due test più probanti in vista della nuova stagione: l'amichevole con l'Heerenven (che si giocherà domenica 6 agosto a Savona) e il terzo turno di Coppa Italia, che si giocherà sabato 12 agosto. La squadra, nonostante tutto, pare essersi rinforzata, soprattutto se si formerà la giusta alchimia tra giovani di valore (pensiamo a giocatore come Ninkovic, Salcedo e Pellegri) e i più esperti, alcuni dei quali in cerca di riscatto (pensiamo a Bertolacci e Taarabt, tornato al Genoa dopo sei mesi poco fortunati). L'obiettivo deve essere, a nostro avviso, quello di ottenere una salvezza più tranquilla rispetto a quella della scorsa stagione. Donato D'Auria

Last Updated on Saturday, 05 August 2017 20:43
 
Quarto trionfo al Tour de France per Chris Froome PDF Print E-mail
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Wednesday, 02 August 2017 10:21

Salire sul podio finale del Tour de France, per Christopher Froome, é diventata un'abitudine. Quest'anno ci é riuscito per la quinta volta negli ultimi sei anni, ottenendo il quarto successo negli ultimi cinque, il terzo di fila. Parrebbe aver ragione, dunque, chi dice che solo una brutta caduta sul pavé nel 2014 ha messo in crisi un dominio fin'ora inattaccabile. La verità, invece, é che quest'anno Froome ha dovuto sudare il successo finale fino all'ultimo e, conti alla mano, ha dato in 20 tappe solo 3" secondi a Rigoberto Uran, giunto secondo. Praticamente, il colombiano ha perso il Tour con il distacco patito nel prologo di Dusseldorf. Per la prima volta, inoltre, Froome non ha vinto nessuna tappa, non riuscendo a staccare mai Uran e Bardet in salita.

La sostanza, però, non é cambiata. Il "keniano bianco", contando su una squadra fortissima (il Team Sky, pur essendo a tratti dominante negli anni passati, non era mai stato così forte) e su una grande capacità di "leggere" bene ogni situazione di corsa. Nella tredicesima tappa, ad esempio, Froome é riuscito a strappare la maglia gialla a Fabio Aru grazie ad un'azione a sorpresa negli ultimi chilometri.

Tra gli sfidanti di Froome, proprio il corridore sardo merita, a nostro avviso, una palma di merito per il coraggio con cui ha provato ha battere Froome, riuscendoci sia sui Vosgi (la sua vittoria sulla Planche des Belles Filles resta una perla unica) sia sui Pirenei. Sulle Alpi, però, Aru ha messo in mostra tutti i limiti della sua condizione non perfetta, frutto di una stagione in cui aveva puntato tutto sul Giro d'Italia, prima di un infortunio che lo ha obbligato a cambiare tutti i suoi piani. Al Tour, complice anche qualche caduta, Aru non ha avuto una squadra in grado di supportarlo, anzi, l'Astana a tratti é stata quasi imbarazzante. Proprio una squadra non al top (almeno due Kazaki presenti in squadra sono stati portati solo per fare esperienza internazionale) sarebbe stata la classica goccia in grado di far traboccare il vaso: quasi certamente Aru non rinnoverà il suo contratto con l'Astana, passando probabilmente alla Uae Emirates di Giuseppe Saronni.

In un Tour in cui non sono mancate le sorprese negative (tra tutti Quintana, mai in gara, e Contador, che sembra giunto a fine carriera), ci sono state anche delle sorprese in positivo. Prima fra tutte il secondo posto di Rigoberto Uran, unico mai staccato sta Froome, giunto ameno di un minuto da un successo clamoroso. Da segnalare anche Mikel Landa, finito a un solo secondo da un podio che sarebbe arrivato senza problemi, se non avesse dovuto aiutare Froome nei suoi (pochi) momenti di difficoltà.

In conclusione, non ci resta che segnalare il trentaduesimo anno consecutivo  senza vittoria assoluta per i francesi. Bardet ha vinto una tappa ma sulle Alpi non é riuscito a piazzare la zampata, ottenendo comunque il podio finale. Barguil ha emozionato attaccando sempre, ma non é riuscito a fare la classifica, mentre Pinot non si é mai visto. Ai transalpini non resta che attendere il prossimo Tour, che partirà, per la prima volta dal 2011, dal Dipartimento della Vandea. Luigi M. D'Auria

Le pagelle del Tour di Luigi Magnani

Chris Froome 9: Ha ottenuto il quarto successo, entrando nel club dei grandissimi, ma il suo trono é stato in bilico fino alla crono di Marsiglia. Alla Vuelta, dove avrà una squadra leggermente più debole, sembra battibile.

Rigoberto Uran 8 1/2: Non ha mai perso le ruote di Froome e ha disputato un'ottima cronometro finale. Non é riuscito, però, a compiere un vero e proprio attacco in salita che gli avrebbe consentito di mettere davvero in crisi Froome.

Romain Bardet 7: Ha ottenuto una grande vittoria a Peyragudes, andando davvero vicino ad un trionfo storico per la Francia. A cronometro, se possibile, é ancora peggiorato e ha vanificato tutto a Marsiglia. Sarà interessante vederlo per la prima volta alla Vuelta

Mikel Landa 9 1/2: Lo scalatore basco é stato fantastico. É riuscito a curare contemporaneamente la classifica personale e quella di Froome, difendendosi anche a cronometro. Il prossimo anno potrebbe diventare il punto di riferimento di tante squadre che quest'anno si sono ritrovate senza uomo di classifica.

Fabio Aru 8: Rispetto allo scorso anno è migliorato molto dal punto di vista mentale e della tattica di corsa, ma paga ancora qualcosa da quello della tenuta fisica. La vittoria nella quinta tappa resta il punto di partenza da cui iniziare una rincorsa vera alla Grande Boucle

Simon Yates 7: Dopo il successo del gemello Adam  lo scorso anno, ha vinto lui la maglia bianca di miglior giovane, senza troppe difficoltà. In costante crescita, puó essere uno dei protagonisti del ciclismo del prossimo futuro.

Nairo Quintana 4: Sempre in difficoltà, mai propositivo. Dopo la sconfitta al Giro, arriva anche la disfatta al Tour. Non é più giovanissimo, se vuole tornare a vincere deve cambiare qualcosa nella preparazione, ma deve anche essere più coraggioso se vuole ribaltare le situazioni negative (come Contador, che si merita un 6 1/2 per la grinta).

Michael Mattews e Warren Barguil 9 1/2: I due corridori della Sunweb hanno corso senza paura, ottenendo la maglia verde e la maglia a pois. Sempre all'attacco, hanno contribuito a rendere più spettacolare questo Tour de France.

Last Updated on Wednesday, 02 August 2017 10:22
 
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