Home
Benvenuto su Running Sport News
Discese, Pavè e incertezza al Tour de France numero 105 PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Monday, 01 January 2018 17:46

Parigi - Il Tour de France torna a partire dalla Vandea, dipartimento francese che aveva già ospitato la "Grande Partenza" nel 2011 (a Parigi arrivò in giallo Cadel Evans)  e nel 2005 (fu l'ultima vittoria, poi cancellata, di Lance Armstrong). A differenza di queste due edizioni, però, lo spartito della Grande Boucle appare poco chiaro e definito, anche perché é ancora incerta la presenza di Chris Froome, ancora fermo a causa della vicenda salbutamolo. Anche se l'inglese sarà riconosciuto innocente dai tribunali sportivi, però, difficilmente riuscirà a presentarsi al Tour al massimo delle sue possibilità: la partecipazione al Giro d'Italia, infatti, sconvolgerà completamente la preparazione di Froome, che di solito dedicava proprio il mese di maggio (quello in cui si svolge il Giro)  agli ultimi allenamenti mirati in vista del Tour.

Anche il percorso si presenta a varie interpretazioni. La prima settimana di corsa, infatti, potrebbe regalare grandi emozioni, se i corridori avranno la giusta dose di coraggio. Dopo due giorni dedicati ai velocisti, la terza tappa sarà una cronometro a squadre di più di 30 chilometri con partenza e arrivo a Cholet. Per evitare di perdere molto tempo sarà fondamentale avere a disposizione una squadra molto competitiva nelle prove contro il tempo. La quinta e la sesta tappa, tutte in Bretagna, presenteranno le prime difficoltà altimetriche. Prima una giornata piena di "mangia e bevi" porterà i corridori a Quimper, poi ci sarà un arrivo in cima al durissimo Mur de Bretagne. Dopo due giorni dedicati ai velocisti (arrivi a Chartres e ad Amiens), i corridori saranno messi di fronte al primo vero e proprio crocevia di questo Tour de France: la tappa Arras-Roubaix,154 chilometri con ben 15 settori di pavè (tra cui quello terribile di Campins-en Pevelé). Al termine di questa giornata sarà impossibile sapere il vincitore del Tour, ma sicuramente conosceremo i nomi di coloro che  lo avranno già perso.

La seconda settimana é, secondo noi, quella che prevede il percorso più duro. Si comincerà con la tappa Annecy-Le Grand Bornard, quattro gran premi della montagna (tra cui uno con finale sterrato, il Plateau des Glieres) e un arrivo al termine di una discesa tecnica. Seguirà un arrivo in salita a La Rosiere (salita non troppo impegnativa) prima della vera tappa regina del Tour: Les Arcs-Alpe d'Huez, con arrivo su una delle salite più mitiche di Francia.  Dopo un arrivo per velocisti a Valence, ci sarà spazio per altre due tappe di media montagna che arriveranno a Mende e Carcassonne.

Terza settimana tutta pirenaica, ma con un solo arrivo in salita (in cima al col du Portet), peraltro al termine di una tappa lunga solo 65 km. La sedicesima (con arrivo a Bagneres de Bigorre) e la diciannovesima (che partirà da Lourdes e arriverà a Laruns), pur essendo molto dure, presentano arrivi in discesa. Ci sarà spazio anche per una tappa per velocisti e per una cronometro di circa trenta chilometri (che precederà la passerella finale di Parigi) da Saint-Pèe-sur Nivelle ad Espelette, una cronometro non convenzionale, con qualche strappo che potrebbe favorire corridori come Vincenzo Nibali.

Proprio lo Squalo (che ha deciso di partecipare al Tour il prossimo anno) potrebbe essere il principale favorito della prossima Grande Boucle. Le molte discese e la tappa di Roubaix, unite a dei compagni di squadra di alto livello (la sua Bahrain-Merida ha messo sotto contratto Gorka Izaguirre e Domenico Pozzovivo) potrebbero spingere il siciliano verso uno storico bis giallo. Non mancheranno gli avversari, a cominciare da Richie Porte, Rigoberto Uran e i tre capitani di una Movistar che schiererà contemporaneamente Quintana, Valverde e Landa. Tra i francesi, Thibaut Pinot e Warren Barguil, corridori abili su tutti i fronti, potrebbero fare molto bene, mentre potrebbe trovarsi in difficoltà Romain Bardet, chiamato a superarsi a cronometro e sul pavé per provare a vincere il Tour. Luigi M. D'Auria

 
A Bormio e Lienz gli Azzurri di sci si rilanciano in vista delle Olimpiadi PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Sunday, 31 December 2017 12:00

Bormio - É stato una due giorni trionfale per lo sci alpino italiano, quella che ha mandato in archivio le gare di Lienz e Bormio. Nella cittadina del Tirolo Orientale, infatti, Federica Brignone si é finalmente sbloccata, rilanciandosi dopo un inizio di stagione complicato e centrando la sua quarta vittoria in Coppa del Mondo. A Bormio, invece, Dominik Paris ha centrato la seconda vittoria sulla "sua" Stelvio (la sua pista preferita insieme alla Streif di Kitzbuhel) bissando il successo ottenuto cinque anni fa.

Dopo tre mesi opachi, dunque, lo sci alpino azzurro comincia ad ottenere grandi risultati in Coppa del Mondo. Si tratta di prestazioni importanti, che dimostrano che i nostri atleti di punta possono presentarsi a PyeongChang con la consapevolezza di potersi giocare un posto sul podio olimpico. Le piste di Alpensia (l'enorme resort dove si svolgeranno le gare di sci alpino) non hanno regalato grandi soddisfazioni agli azzurri in Coppa del Mondo, ma é chiaro che chi si presenterà nella miglior condizione di forma all'appuntamento olimpico riuscirà a fare risultato, indipendentemente dalle condizioni delle piste.

In campo maschile il settore di punta dello sci italiano resta la velocità. Se Paris ha ottenuto una vittoria in discesa, Fill ha ottenuto un ottimo secondo posto nella combinata di Bormio e Innerhofer é tornato a gareggiare con una certa continuità di risultato. La maggior parte delle vittorie, in ogni caso, resta sempre in casa Norvegia, dove Svindal e Jansrud continuano a spadroneggiare.

Molto male, finora, le discipline tecniche. Sia i gigantisti che gli slalomisti hanno fatto molta fatica ad entrare nei primi dieci (se si esclude qualche lampo di Manfred Moelgg e Stefano Gross). É vero che grandi specialisti come Hirscher (anche quest'anno dominatore di Coppa del Mondo), Kristoffersen, Pinturault e Fanara restano difficilmente raggiungibili dai nostri, é altrettanto vero che era lecito aspettarsi qualcosa in più da Azzurri come Roberto Nani e Luca De Aliprandini, che sembravano pronti ad entrare in pianta stabile nel primo gruppo di merito e che oggi fanno fatica a fare punti nelle gare di Coppa del Mondo.

Molto più incerta la situazione in campo femminile dove, se si esclude una Shiffrin dominante (quest'anno ha iniziato a vincere anche in supergigante), ogni gara si presenta incerta e molto aperta. In gigante, ad esempio, ci sono almeno una decina di atlete in grado di arrivare sempre a podio. Due di queste sono le nostre Brignone e Goggia, che potrebbero fare davvero bene a PyeongChang. Nelle discipline veloci le gare olimpiche si presentano più "chiuse" a causa dei rientri alle competizioni di Lindsay Vonn e Lara Gut, ma la stessa Goggia  e Nadia Fanchini potrebbero fare bene. Molto critica, invece, la situazione nello slalom, dove la nostra nazionale si affida unicamente a Manuela Moellg.

Ottenere grandi risultati alle Olimpiadi, dunque, non sarà facile, ma la nostra nazionale potrà sicuramente contare su un piccolo gruppo di atleti (Paris, Fill, Innerhofer, Brignone, Goggia), in grado di fare bene in più di una gara e di non lasciare la nostra Nazionale a bocca asciutta al termine delle Olimpiadi. Luigi M. D'Auria

 
Solo due medaglie per l’Italia agli Europei di Cross PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Sunday, 10 December 2017 16:31

Samorin (Slovacchia) - Sono state poche le soddisfazioni per l’atletica azzurra ai Campionati Europei di Corsa Campestre, che si sono svolti a Šamorín, vicino alla città slovacca di Trnava. Nonostante due medaglie, infatti, i nostri atleti non lasciano soddisfatti una manifestazione storicamente favorevole all’atletica nostrana (anche nel recente passato): sono state diverse, infatti, le occasioni sprecate dai nostri atleti, soprattutto nella categoria Under 23 maschile, dove gli Azzurri non sono riusciti a centrare il podio nella classifica a squadre.

Parziale delusione anche per l’atleta azzurro di punta, Yeman Crippa. Nella gara Under 23 maschile, infatti, il poliziotto di Montagne (Trento), ha provato a fare la differenza con un attacco solitario a tre quarti gara, ma é stato rimontato nel finale dai francesi Jimmy Gressier e Hugo Hay, che lo hanno superato nel tortuoso finale del circuito slovacco. Ancora peggio hanno fatto gli altri azzurri (ventisettesimo Chiappinelli, solo quarantesimo Gabriele Riva), che hanno chiuso solo al quinto posto nella classifica a squadre.

Il miglior risultato di giornata é arrivato dalla gara Under 20 femminile, dove l’Italia ha realizzato una grande prova di squadra, piazzando ben due atlete tra le prime dieci (Nadia Battocletti quinta e Francesca Tommasi sesta). Nonostante non sia arrivato il podio individuale (la gara é stata vinta dall’inglese Harriet Knowles-Jones, davanti all’ungherese Toth e alla tedesca Datke), le Azzurre hanno corso una gara coraggiosa, realizzando un ottimo finale di gara.

Decisamente elevato il livello tecnico della manifestazione, che ha visto al via atleti di assoluto livello sia nelle categorie giovanili che in quella senior. Tra gli assoluti protagonisti non si possono non citare il norvegese Jakob Ingebrigtsen, che ha vinto il suo secondo titolo Under 20 consecutivo, e le tedesche Kostanze Klosterhalfen e Alina Reh, che hanno dominato la gara Under 23 femminile e la turca-keniana Yasemin Can, che non ha avuto problemi a vincere la gara senior femminile.

Per quanto riguarda gli altri componenti della spedizione azzurra, invece, non possiamo esprimere un giudizio positivo, ma neanche bocciare senza appello i nostri, visto che molti degli atleti presenti ai nastri di partenza erano alla loro prima esperienza internazionale, anche tra i componenti delle squadre senior. Ci sembra incredibile, invece, che la nostra Nazionale non si sia presentata al via con la miglior formazione possibile. Per tornare ad ottenere risultati di rilievo almeno nelle rassegne continentali é necessario, a nostro avviso, provare a preservare i nostri migliori atleti per gli appuntamenti più importanti del calendario internazionale. Altrimenti, il rinascimento della nostra atletica continuerà ad essere lontano. Luigi M. D’Auria

 
Giro d'Italia 2018: percorso duro e ricco di insidie PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Sunday, 31 December 2017 10:40

Milano - Si annuncia massacrante e spettacolare il Giro d'Italia 2018. La Corsa Rosa, presentata a Milano il 29 novembre, partirà per la prima volta fuori dall'Europa (le prime tre tappe saranno in Israele), attraverserà l'Italia da sud a nord e si concluderà a Roma, dove il Giro non tornava dal 2009, quando Denis Menchov vinse il suo primo Grande Giro, precedendo di pochi secondi Danilo Di Luca.

La prima tappa, che si svolgerà il 4 maggio 2018, sarà preceduta da un omaggio a Gino Bartali, ricordato nel "Giardino dei Giusti a Gerusalemme". Si tratta di una cronometro di circa dieci chilometri, caratterizzata da un percorso tortuoso e ricco di curve, che favorirà i corridori abili a condurre la bici in ogni condizione. La seconda tappa, adatta ai velocisti, arriverà a Tel Aviv, mentre la terza, la Beher Sheva-Eilat, sempre dedicata alle ruote veloci, sarà resa durissima dai molti chilometri (quasi cento) che i corridori dovranno percorrere nel deserto del Neghev.

Dopo un giorno di riposo, la Carovana Rosa ripartirà dalla Sicilia con la Catania-Caltagirone, caratterizzata da un finale tortuoso e adatto agli scattisti e alle fughe. Seguirà, poi, la prima tappa con altimetria significativa: la Agrigento-Santa Ninfa (dedicata al ricordo dello scrittore Luigi Pirandello e del devastante terremoto che sconvolse la Valle del Belice nel 1968), con tre gran premi della montagna negli ultimi trenta chilometri. La tre giorni siciliana del Giro si chiuderà con  il primo vero arrivo in salita. La frazione Caltanissetta-Etna prevede la scalata del vulcano da un versante inedito, che porterà i corridori fino ai 1700 metri dell'Osservatorio al termine di una salita lunga e arcigna, con punte del 18%.

Senza giorno di riposo si passerà in Calabria, dove torneranno protagonisti i velocisti con la tappa Pizzo Calabro-Praia a Mare. Proprio da Praia a Mare partirà l'ottava tappa, quella del secondo arrivo in salita: si arriva a Montevergine di Mercogliano (vicino Avellino), salita di 16 chilometri con pendenze dolci, sempre intorno al 5%. Il giorno seguente altra giornata difficile. Il gruppo partirà da Pescosannita e giungerà a Campo Imperatore, salita irregolare ma lunga ben 33 chilometri.

Dopo il secondo giorno di riposo, inizerà la seconda settimana di corsa, aperta dalla tappa più lunga del Giro, che porterà i corridori da Penne a Gualdo Tadino al termine di 239 chilometri di corsa che toccheranno anche la località di Rigopiano. Seguiranno due tappe mosse: la Assisi-Osimo, che presenta una arrivo in cima ad uno strappo e la Osimo-Imola, con arrivo nell'autodromo e la salita dei Tre Monti nel finale. La Ferrara-Nervesa della Battaglia (dedicata ai velocisti) funge da antipasto ad una due giorni da paura, che inizierà con la tappa San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan (il "mostro" ritorna dopo quattro anni) e la Tolmezzo-Sappada, che presenta ben tre salute dolomitiche.

Ultima settimana imperdibile per gli appassionati, ma massacrante per i corridori, chiamati a svolgere una cronometro subito dopo il giorno di riposo (Trento-Rovereto, 34 dedicati agli specialisti puri). Dopo una tappa dedicata ai pochi velocisti rimasti in corsa (Riva del Garda-Iseo), inizerà una tre giorni massacrante. Prima un arrivo di tappa a Prato Nevoso (partenza da Abbiategrasso), poi una tappa (la diciannovesima) che potrebbe entrare nella storia del ciclismo: 181 chilometri, da Venaria Reale a Bardonecchia, con la scalata del Colle del Lys, del Colle delle Finestre (Cima Coppi), del Sestriere e dello Jafferau. Ci sarà ancora spazio per le montagne con la ventesima tappa (la Susa-Cervinia), che prevede due Gran Premi della Montagna di prima categoria negli ultimi trenta chilometri.

Difficile prevedere quanti corridori di primo piano saranno presenti alla partenza, anche se Fabio Aru e il campione in carica Tom Dumoulin hanno annunciato la loro presenza. Il sardo potrebbe fare benissimo sulle Alpi, mentre l'olandese punta a fare il vuoto nelle frazioni a cronometro. La presenza di Chris Froome, invece, é stata messa in dubbio dall positività del britannico al salbutamolo alla scorsa Vuelta. Cia auguriamo che l'intera vicenda possa risolversi al più presto. Il ciclismo non ha bisogno di altri scandali doping, ma di grandi corse con molti campioni al via. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Sunday, 31 December 2017 10:48
 
Una doppietta di Rosucci regala l’ottava vittoria alla JuventusWomen PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Saturday, 09 December 2017 18:18
  • Stampa
  • Email

Vinovo (To) - La Juventus Women non si ferma e batte anche la Fiorentina al termine di un match quasi mai in discussione, deciso dalla fantasista Martina Rosucci. Le ragazze di Rita Guarino continuano a vincere (sono otto le vittorie consecutive in campionato, ma il computo sale a dieci se si considera anche la Coppa Italia) e a concedere pochissimo: finora la Juventus ha realizzato ventidue gol, subendone solo 2.

Nonistante il freddo pungente, il pubblico ha riempito gli spalti dello Juventus Training Center anche per questa ottava giornata di campionato. Per entrambe le squadre l’incontro rappresentava un vero e proprio crocevia della stagione: per le campionesse d’Italia della Fiorentina, ferme a quota 12 punti, poteva rappresentare l’ultima occasione per rimanere agganciate al treno scudetto, mentre per la Juventus era una ghiotta occasione per provare a prendere il largo.

Nel primo tempo la Fiorentina ha provato ad aggredire la Juve e a proporre il proprio gioco, raddoppiando costantemente Barbara Bonasea, non in serata di grazia, e affidando la spinta alla fascia destra, presidiata da Guagni e Bonetti.  La Juventus, però, é venuta fuori alla distanza e le Bianconere sono riuscite a sbloccare l’incontro con un siluro della Rosucci, abile a sfruttare il primo errore di posizionamento del centrocampo viola.

Nel secondo tempo la Fiorentina ha provato a reagire, sfiorando il gol al 3’ con la Bonetti (bravissima la Giuliani nell’occasione), ma nell’ultima mezz’ora la Juventus sale in cattedra, sfiorando due volte il gol con la Bonasea e trovando il raddoppio, dopo una bella azione prolungata, con la solita Rosucci. Nel finale di gara la Fiorentina é stanca mentre la Juve, che viaggia anche sulle ali dell’entusiasmo, colpisce anche una traversa e, quando l’arbitro fischia tre volte, può godersi l’abbraccio del pubblico festante di Vinovo.

La Juventus, dunque, continua a condurre il campionato con autorità, dimostrando che, oltre alla grande qualità dei singoli, il tecnico Guarino ha lavorato molto bene anche sul gruppo, dando vita ad una squadra che gioca un calcio offensivo, ma anche in grado di chiudersi con ordine nei momenti di maggiore pressione delle avversarie. Adesso le Bianconere sono attese dagli ultimi impegni del girone d’andata e dal secondo turno di Coppa Italia, incontri utili per provare a legittimare ulteriormente la propria leadership.

Nel frattempo, il movimento femminile continua a crescere: anche l’Inter ha annunciato l’apertura di una propria sezione femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. I nerazzurri potrebbero acquistare il titolo sportivo dell’attuale Inter Femminile (che milita in Serie B, ma che ha buone possibilità di essere promossa), oppure quello di un’altra squadra di Serie A, anche se molto probabilmente si cercherà di mantenere un legame con l’Inter Milano, società in cui é molto importante il ruolo rivestito dalla famiglia della bandiera nerazzurra Beppe Baresi. Luigi M. D’Auria

 

 
<< Start < Prev 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Next > End >>

Page 4 of 83
Powered by Aerobico.it