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Polikarpenko regala la prima medaglia all'Italia a Grosseto PDF Print E-mail
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Friday, 21 July 2017 06:31

Polikarpenko regala la prima medaglia all'Italia a Grosseto

Grosseto - Alle ore 9.00 di giovedì 20 luglio si é alzato il sipario sui Campionati Europei Under 20 di atletica leggera di Grosseto. La prima, gara, come di consueto, é stata la dieci chilometri di marcia femminile, evento che ha riservato subito qualche sorpresa. La favorita della vigilia, la tedesca Teresa Zurek, si é dovuta accontentare del secondo posto, preceduta dall'atleta neutrale (russa di nascita) Yana Smerdova. Davvero combattuta, invece, la lotta per il terzo posto, che ha visto opposte la spagnola Marina Pena, che ha condotto una gara prudente condita da un gran finale, e la turca Meryem Bekmez (partita in testa insieme alla connazionale Tekdal, poi squalificata per sbloccaggio del ginocchio), che con una tecnica poco ortodossa e quasi sempre al limite dell'infrazione é riuscita a conquistare il bronzo.

Tra la tarda mattinata e il pomeriggio é stato il momento dell'esordio delle due star di questi due campionati: il mezzofondista norvegese Jakob Ingebrigtsen e lo sprinter italiano Filippo Tortu. Il fratello d'arte norvegese, classe 2000, si é qualificato alla finale dei 1500 metri con l'ottimo tempo di 3'45", concedendosi anche il lusso di arringare la folla nel corso dell'ultimo rettilineo. Quello che più stupisce di questo atleta, dunque, é la facilità con cui realizza tempi che, per gli standard europei giovanili, sono un qualcosa di mostruoso. Giornata più movimentata, invece, per Tortu: acclamato dal folto pubblico presente sugli spalti, ha chiuso la sua batteria in 10.51, complice un altro partenza decisamente rivedibile. In semifinale, però, il velocista che ha fatto innamorare anche Livio Berruti ha controllato gli avversari con grande facilità, chiudendo con un ottimo 10.39. Vista la concorrenza non di altissimo livello, Tortu pare avere tutti i numeri per vincere la gara, magari realizzando anche un tempo di spessore.

Complessivamente, non é stata una giornata negativa per i colori azzurri. Anche se nei concorsi é arrivata qualche eliminazione di troppo, nel mezzofondo sono arrivate grandi prestazioni e anche la prima medaglia nella rassegna. Laura De Marco, infatti, ha centrato la finale dei 3000 siepi, realizzando il quarto tempo assoluto. Si tratta di un 10'19"che ha letteralmente polverizzato il suo precedente personale. Molto strani, invece, i 10000 metri maschili, che vedevano al via soltanto undici atleti al via. Complice il caldo, i primi sei chilometri sono stati corsi ad un ritmo ben al di sopra dei 3'15" al chilometro. Poi, la tensione e le accelerazioni del turco Sezgin Atac hanno spezzato il gruppo, facendo entrare in crisi il favorito della vigilia, lo spagnolo Miguel Gonzalez. Molto vigilie, invece, l'italiano Sergiy Polikarpenko, abile a non farsi mai sorprendere da Atac. Solo all'ultimo giro é nato l'allungo decisivo. Il rumeno Dorin Rusu ha messo in crisi Atac (terzo in 31'12) e si é involato verso il successo finale, precedendo di due secondi Polikarpenko, che ha migliorato di dieci secondi il proprio primato personale.

Al termine di questa prima giornata è stata promossa anche l'organizzazione dell'evento, brava a gestire i piccoli inconvenienti che si sono presentati nel corso della giornata. Unica pecca una linea wi-fi davvero debole, di fatto inutizzabile quando lo Stadio é pieno. Un piccolo difetto che però non cancella i meriti del comitato organizzatore. Donato D'Auria

Sergiy Polikarpenko, medaglia d'argento dei 10000 agli Europei Under 20 di Grosseto

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Saturday, 22 July 2017 21:25
 
Ufficialmente aperti gli Europei Juniores di atletica numero 24 a Grosseto PDF Print E-mail
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Wednesday, 19 July 2017 20:33

Ufficialmente aperti gli Europei Juniores di atletica numero 24 a Grosseto

Grosseto - I saluti di rito delle autorità locali, del Presidente di European Athletics e di quello della Fidal Giomi (incredibilemte tutti hanno quantomeno provato a salutare gli atleti in inglese), le farfalle azzurre della ginnastica ritmica e una delegazione della nazionale italiana decisamente "carica" e scatenate, tanto da abbozzare dei cori da stadio per invitare i grossetani a riempire lo Stadio Carlo Zecchini. É stata davvero bella la cerimonia di apertura dei Vampionati Europei Under 20 di atletica leggera, che si svolgeranno da domani fino a domenica 23 luglio allo Stadio Olimpico-Comunale di Grosseto, che ha gjà ospitato lo stesso evento nel 2001 (con Isimbayeva e Mo Farah) e anche i Mondiali di categoria nel 2004 (dove brilló Andrew Howe).

Fino a questo momento é stato davvero ottimo il lavoro del comitato organizzatore, presieduto dallo stesso Alfio Giomi. Lo stadio Carlo Zecchini, infatti, é stato dotato di un nuovo manto per la pista e di pedane nuove di zecca, che garantiranno all'evento un respiro davvero internazionale. L'adiacente campo scuola del Coni (dedicato a Bruno Zauli) é stato rinnovato e oggi si presentava come un autentico gioiello. Riteniamo che questo lavoro di recupero (che ha coinvolto tutte le istituzioni del territorio) possa rappresentare un esempio lampante di come il futuro dell'atletica nostrana passi per il recupero di queste strutture, che non dovrebbero essere recuperate solo in occasione di grandi eventi.

Il sogno, a questo punto, é un Europeo di grande spessore da parte degli "Azzurrini", che saranno ben 94 al via. La nostra Nazionale può schierare al via alcune punte di grande livello (in gara ci sarà, sui 100 metri, anche Filippo Tortu). Quello che ci si aspetta dagli Azzurrini, però, non sono tanto le medaglie, quanto delle prove coraggiose e di sostanza, in cui i nostri atleti dovranno dimostrare di poter dare il meglio di sé proprio negli eventi che assegnano le medaglie. La concorrenza, infatti, non manca: se si considera il mezzofondo, per esempio, ci sono due atleti già protagonisti a livello internazionale: il sedicenne norvegese Jakob Ingebrigtsen, che potrebbe vincere 1500, 3000 siepi e 5000 (quest'anno ha polverizzato ogni record di categoria in tutte e tre le distanze) e la svizzera Delia Sclabas, leader europeo di categoria sui 1500 e sui 3000 metri piani.

L'obiettivo della nostra Nazionale, guidata da Stefano Baldini, é quello di migliorare il numero di medaglie ottenute nel 2015 ad Eskilstuna (furono nove, di cui due d'oro). Non si tratta di un obiettivo semplice, ma per gli Azzurrini sarebbe importante riuscirvi, nonostante la limitata esperienza internazionale di molti dei nostri atleti, chiamati a confrontarsi contro dei pari età più esperti e abituati a confrontarsi con questi palcoscenici. Il futuro dell'atletica italiana, in ogni caso, passa da Grosseto, e questa quattro giorni di gare saprà dirci se sarà più ricco di successi rispetto agli ultimi anni. Donato D'Auria

Last Updated on Wednesday, 19 July 2017 20:38
 
Il Trofeo Ma-Bo conferma il montepremi e compie dieci anni PDF Print E-mail
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Sunday, 09 July 2017 17:30

Il Trofeo Ma-Bo conferma il montepremi e compie dieci anni

Torino - Il Trofeo Ma-Bo compie dieci anni, e trova importanti conferme. In un anno orfano del Challenger di Torino e del torneo Itf di Beinasco, quello ospitato dal Nord Tennis é rimasto l'unico torneo internazionale di tennis del capoluogo subalpino. Il tram di organizzatori, ancora guidato da Barbara Garbaccio, ha fatto di tutto per mantenere intatto il montepremi di 25000 dollari (che garantisce al torneo un ottimo campo di partecipazione), riuscendoci grazie al rinnovato impegno di tutti gli sponsor della manifestazione. L'investimento, del resto, é stato ripagato dal fatto di aver dato vita all'unico appuntamento di tennis internazionale che si disputa a Torino, città in cui vi sono molte promesse ma pochi fatti in ambito di organizzazione tennistica (le Next Gen ATP Finals di maggio sono andate a Milano, i diritti per una eventuale Final Four di Coppa Davis al PalaExpo di Ginevra).

Decisamente ottimo, in ogni caso, il campo di partecipazione di questa decima edizione del Trofeo Ma-Bo. La prima testa di serie, infatti, sarà la tennista bulgara Isabella Shinikova, classificata al numero 207 del ranking Wta. La Shinikova dovrà guardarsi al primo turno dalla giovane pescarese Alice Matteucci, che sarà anche prima festa di serie nel torneo di doppio, in coppia con la georgiana Shapatava. Tra le altre possibili favorite, non si possono non citare la croata Mrdeza, terza testa di serie del torneo e la francese Alizè Lim, entrambe alla ricerca di punti preziosi per risalire la classifica.

Sono diverse anche le tenniste italiane al via. A capitanare la pattuglia di tenniste azzurre c'é Georgia Brescia, accreditata della seconda testa di serie e numero 214 Wta, attesa da un primo turno impegnativo contro Deborah Chiesa. Alla ricerca di un buon risultato in questo torneo ci sono anche Jessica Pieri e Federica Bilardo, entrambe alla ricerca di punti preziosi per ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel tennis che conta dopo i buoni risultati a livello Juniores, senza dimenticare Anastasia Grimalska, decisamente in risalita dopo un periodo condizionato da diversi problemi fisici.

Decisamente alto anche il livello delle qualificazioni, dove non sono mancate le sorprese. La giovane italo-russa Ludmilla Samsonova, decisamente in ascesa, ha strapazzato con un nettissimo 6-0 6-0 Anna Turati, mentre il match più lungo della giornata è stato quello tra le spagnole Burillo e Hoste Ferrer si sono date battaglia per oltre 3 ore, prima che la,più esperta Burillo riuscisse a far sua la contesa. Davvero un bell'inizio per questo torneo a cui, per crescere davvero, manca solo una bella tribuna nella zona del campo centrale, che renderebbe ancor più facile l'afflusso di molti appassionati di tennis presso il Nord Tennis di Corso Appio Claudio. Luigi M. D'Auria

 
Alla vigilia dei Pirenei sono in quattro a giocarsi il Tour de France PDF Print E-mail
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Wednesday, 12 July 2017 21:25

Alla vigilia dei Pirenei sono in quattro a giocarsi il Tour de France

Pau - Dopo dodici giorni l'auto della nostra redazione é giunta a Pau, elegante cittadina ai piedi dei Pirenei. Domani, proprio da qui, inizierà una delle tappe più dure di questo Tour de France, primo atto di una due giorni pirenaica che, probabilmente, esprimerà le prime sentenze definitive. Mentre le squadre degli uomini di classifica preparano la tattica per la tappa di domani (che prevede un arrivo in quota a Peyragudes), in casa Quick Step Floors si festeggia la quinta vittoria allo sprint di Marcel Kittel. Oramai lo schema tattico della squadra di Davide Bramati é sempre lo stesso: Sabatini tira (apparentemente) la volata a nessuno, spingendo tutto il gruppo verso la destra, e a 200 metri dall'arrivo Kittel si butta verso il centro, dove trova la strada libera, lasciando solo le briciole agli avversari.

É inutile negare, tuttavia, che questo non sia stato il Tour delle cadute. Già alla prima tappa, infatti, la pioggia e la strada scivolosa di Düsseldorf hanno messo fuori gioco Alejandro Valverde. Una caduta sulla discesa del Mont du Chat, invece, ha fatto perdere un minuto a Daniel Martin e ha causato il ritiro di Richie Porte. Se a tutto questo aggiungiamo il crollo totale di Contador (dodicesimo a più di cinque minuti) e le difficoltà di Quintana (che ha iniziato il Tour in maniera decisamente opaca) il risultato finale è che solo quattro corridori possono giocarsi la vittoria finale della Grande Boucle.

Il primo di loro é Christopher Froome. Autore di una cronometro formidabile, il britannico é sempre rimasto con i migliori in salita, ma non é ancora riuscito a staccare tutti con le sue mitiche "frullate". Sarà interessante vedere se ha deciso di lavorare in prospettiva ultima settimana o se é peggiorato rispetto allo scorso anno.

Secondo in classifica, a diciotto secondi da Froome, é Fabio Aru. Ha ottenuto una vittoria splendida sulla Planche del Belles, e ha superato un momento negativo sul Mont du Chat, chiudendo con i migliori. Il sardo è migliorato molto, curando ogni dettaglio della preparazione, dalle camminate prima degli allenamenti fino ai massacranti "dietro-moto" sulle Alpi Occidentali. Per vincere il Tour, però, deve presentarsi alla crono di Marsiglia con un minuto e mezzo di vantaggio su Froome. Da verificare i suoi rapporti con Fuglsang, quinto in generale e con un ruolo in squadra non ancora ben definito (difficile dire se sarà ancora capitano, spalla o semplice gregario)

Terza forza, a cinquantuno secondi da Froome, é Romain Bardet. Grande speranza francese, lo scalatore di Clermont Ferrand tiene in salita e fa il vuoto in discesa, senza contare che la "sua" AG2R non é mai stata tanto forte. Per provare a riportare un francese in cima al podio di Parigi deve inventarsi un attacco da lontano dei suoi, facendo saltare il banco, anche a costo di perdere pure il podio.

Infine, la grande sorpresa di questo inizio: Rigoberto Uran. É tornato alla vittoria dopo due anni a Chambery, tornando ai livelli del 2013/2014 (fu due volte secondo al Giro). Tutta la Colombia é tornata pazza di lui, é veloce a cronometro e ha ottimi gregari in salita (Talansky, Rolland, Brown), ma è tutta da verificare la sua tenuta fisica sulle tre settimana e il suo modo di gestire la corsa, non sempre impeccabile.

Insomma, nonostante le tante tappe per velocisti, questo Tour de France ha ancora molto da dire. Purtroppo, peró, mancherà il consueto spettacolo portato da Peter Sagan, vincitore della terza tappa ma squalificato dopo la convulsa volata della quarta tappa, in cui ha sbattuto contro le transenne (involontariamente, come provato dal replay)  Cavendish. Lo slovacco andava penalizzato, ma non espulso. La giuria, però, ha deciso di mandarlo via in malo modo, facendo infuriare gli organizzatori, che sanno di aver perso l'unico in grado di rendere spettacolari le tante tappe piatte. Alla commissione che ha preso questa decisione ci sentiamo di dire una sola cosa: i giudici non devono essere protagonisti in senso negativo di un evento sportivo. Luigi M. D'Auria

 
Parte da Dusseldorf il Tour de France delle polemiche PDF Print E-mail
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Wednesday, 05 July 2017 12:18

Parte da Dusseldorf il Tour de France delle polemiche

Liegi - Il Tour de France ha vissuto un inizio bagnato è abbastanza drammatico. La prima tappa della Grande Boucle (una cronometro di quattordici chilometri nel centro della città tedesca di Düsseldorf) resterà nella storia per la spaventosa caduta che ha estromesso dalla corsa Alejandro Valverde. Il corridore marciano, giunto al Tour come "gregario di lusso" di Nairo Quintana, é scivolato rovinosamente in una curva, finendo contro delle transenne e rompendosi una rotula. In attesa dei tempi di recupero dello spagnolo, il direttore sportivo della Movistar, Eusebio Unzue, dovrà cambiare completamente la strategia di gara della sua squadra, che sarà costretta ad inseguire fin dall'inizio Chris Froome.

Da un certo punto di vista, infatti, la corsa per la maglia gialla di é già delineata. Sono bastati 14 km a cronometro al britannico della Sky per distanziare tutti i suoi avversari. Richie Porte ha pagato 35", Quintana 36", Contador 42", il nostro Fabio Aru e il francese Bardet 40". Fin dalla quinta tappa, quella con l'arrivo posto in cima alla Planche del Belles Filles, dunque, i pretendenti per la vittoria finale dovranno attaccare per provare a mettere in crisi Froome.  Questo Tour, in ogni caso, non presenta molte tappe con arrivo in salita (solo tre), ma saranno molte le tappe "miste" che premieranno i corridori coraggiosi, come Aru e Bardet, mentre Froome, non un maestro nella tattica, dovrà difendersi.

In un Tour così difficile da interpretare, bisognerà stare attenti anche alle sorprese, tra le quali potrebbe figurare la prima maglia gialla, Geraint Thomas. Il gallese, ritiratosi al Giro a causa di una caduta, ha confermato la buona condizione mostrarti nell'arco di tutta la stagione e ha vinto la prima tappa. Non é detto che, anziché fare il gregario di Froome, provi a costruirsi un buon piazzamento nella classifica generale. I fari degli appassionati francesi sono puntati anche su Thibaut Pinot, che dopo il quarto posto al Giro d'Italia punta a fare incetta di tappe di montagna per aggiudicarsi la maglia a pois di miglior scalatore.

Questa vigilia di Tour de France é stata segnata anche dalle polemiche. Pochi giorni prima della partenza, infatti, é stato trovato positivo all'Epo il portoghese André Cardoso, gregario di Alberto Contador. Dopo la crono, poi, il team francese Fdj ha accusato la Sky di aver utilizzato dei body illeciti per beneficiare di un migliore effetto aerodinamico. I tecnici francesi hanno  dimenticato un dettaglio importante: in una cronometro di 14 km, più che i centesimi derivati dal body, conta molto di più la condizione atletica. Luigi M. D'Auria

 
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