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Festa e Oscar dell’Atletica Piemontese alla Cappella Sant’Uberto di Venaria PDF Print E-mail
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Saturday, 26 January 2019 14:01

Venaria Reale (To) - Il 26 gennaio 2019 si é svolta l’annuale “Festa Regionale dell’Atletica Piemontese”, organizzata dal comitato regionale della Fidal. A partire dall’edizione di quest’anno, la festa é stata organizzata in contemporanea con gli “Oscar” regionali dell’atletica piemontese, dedicati alla premiazione degli atleti piemontesi più in vista nella stagione agonistica appena conclusa, con un occhio di riguardo per i giovani più in vista nelle rassegne nazionali ed internazionali. Cornice dell’evento é stata la Cappella Sant’Uberto, inserita all’interno del complesso della Reggia di Venaria Reale, che ospiterà anche la presentazione dei Campionati Italiani di Corsa Campestre, che si svolgeranno al Parco della Mandria tra il 9 e il 10 marzo.

Tra gli atleti premiati nel corso dell’evento, tutti i ragazzi piemontesi che hanno vestito la maglia azzurra nel corso del 2018, anche in rassegne internazionali, e gli atleti che hanno conquistato titoli nazionali individuali o a squadre, mettendo in risalto le qualità delle “scuole” piemontesi, tra cui Michela Cesarò ed Eleonora Curtabbi, campionesse italiane rispettivamente nella 10 chilometri su strada e nei 3000 siepi. In evidenza anche la squadra del Cus Torino che ha conquistato i campionati nazionali di corsa campestre nella categoria promesse e junior femminile. Il Piemonte, dunque, si conferma una regione in cui non mancano le eccellenze nel mondo dell’atletica e che nel 2019 organizzerà anche diversi eventi di richiamo per atleti e pubblico.

Anche il Sindaco di Venaria, Roberto Falcone, era presente alla festa e ha portato i saluti del Comune che ha ospitato l’evento. Intervistato dalla nostra redazione, Falcone si é detto soddisfatto del lavoro fatto dalla sua giunta in tema di sport: “Negli ultimi tre anni la visibilità del Comune é cresciuta anche grazie agli eventi sportivi. A marzo ospiteremo i Campionati Italiani di Cross, che costituiranno un altro evento di pregio per la nostra città, insieme ai Master Games che si svolgeranno dal 26 luglio al 4 agosto. Per il lavoro fatto non posso che ringraziare l’assessore allo sport Antonella d’Afflitto”, queste le parole di Falcone, eletto un po’ a sorpresa nel 2015 e ora molto attento alla crescita degli eventi sportivi e culturali del territorio.

Il Parco della Mandria ha anche formalizzato una pre-candidatura per ospitare i Campionati Europei di Cross nel 2021. Si tratterebbe di un tragauardo fondamentale per l’atletica piemontese (che vanta l’organizzazione dei Mondiali di Cross nel 1997 al Parco del Valentino) e per tutto il territorio, che potrebbe cimentarsi in una sfida con altre città europee (sicura la candidatura di Ginevra) senza partire battuta i partenza, con la possibilità di legittimare ancora una volta il ruolo della Reggia di Venaria come destinazione turistica e culturale. Un traguardo che poche decine di anni fa sembrava irraggiungibile, se si pensa lo stato di abbandono in cui versava gran parte del complesso, considerato oggi una vera e propria “Versailles italiana”. Luigi M. D’Auria.

Last Updated on Saturday, 26 January 2019 15:14
 
Il Campaccio numero 62 é Etiope e Turco PDF Print E-mail
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Sunday, 13 January 2019 15:10

San Giorgio su Legnano (Mi) - Come da tradizione, domenica 6 gennaio 2019 si é svolta l’edizione numero 62 del “Campaccio”, prestigiosa manifestazione di corsa su strada e fulcro del calendario italiano di “cross” insieme alla Cinque Mulini di San Vittore Olona. Anche quest’anno, la gara svoltasi allo Stadio “Alberti” del piccolo comune di San Giorgio su Legnano ha visto al via alcuni degli atleti più in vista della specialità a livello mondiale, ma non sono mancate anche alcune belle prove da parte degli atleti italiani più bravi, che sono riusciti a tenere il passo dei migliori in un contesto di gara di  assoluto livello internazionale.

Nella gara maschile, é andato in scena il duello fra due grandi mezzofondisti etiopi, Gebrhiwet e Barega, che nella scorsa estate hanno dato vita ad uno dei 5000 metri più veloci della storia nel meeting di “Diamond League” di Bruxelles. Allora fu Barega ad aggiudicarsi la contesa, mentre nella gara italiana il vincitore é stato Gebhiwet, autore di una progressione incredibile nell’ultimo giro del percorso, che gli ha permesso di anticipare la grande volata di Barega, parso molto stanco ha causa di una partenza a rilento che lo ha costretto a rimontare su tutto il gruppo nei primi due chilometri di gara. Ultimo gradino del podio occupato dall’atleta ugandese Albert Chemutai, mentre il primo italiano é stato Yemen Crippa, giunto quarto e autore di un’ottima prova, mentre Daniele Meucci si é classificato quinto.

Nella gara femminile, la vittoria non é stata praticamente mai in discussione, vista la prova maiuscola dell’atleta turca, di origini keniane, Yasmin Can, campionessa europea nella corsa campestre, che ha interpretato il percorso di San Giorgio su Legnano con una tattica di gara molto aggressiva, che le ha consentito di fiaccare la resistenza delle avversarie nelle fasi decisive della gara. Il podio é stato completato da due atlete keniane, Caroline Chepkter, classificatasi seconda, e Lonah Salpeter, terza. Tra le italiane, ottimo quarto posto per Sara Dossena, dimostratasi competitiva anche nelle gare di corsa campestre e buona prova anche da parte di Nadia Battocletti, campionessa europea Under 20, che ha chiuso la sua gara al sesto posto, dimostrando di essere pronta anche a gareggiare a livello senior.

Il Campaccio, dunque, si conferma uno degli eventi di corsa campestre d’elite a livello italiano ed europeo, vero e proprio trampolino di lancio in vista dei Mondiali che chiuderanno la stagione 2018-19 di corsa campestre. Per gli atleti italiani, si chiude una stagione che non ha portato molte medaglie ai Campionati Europei di Tilburg, ma che ha confermato la crescita di alcuni atleti d’eccellena, come Crippa e Battocletti, che possono costituire il futuro del mezzofondo e della corsa campestre del movimento italiano, che ha bisogno, in questo momento, di abbinare la qualità alla qualità di partecipazione agli eventi internazionali. Luigi M. D’Auria

Last Updated on Sunday, 13 January 2019 15:45
 
Due medaglie per l’Italia agli Europei di Cross di Tilburg PDF Print E-mail
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Wednesday, 26 December 2018 20:58

Tilburg - L’Italia dell’atletica ritorna dall’Olanda, dove si sono svolti i Campionati Europei di Cross Country, senza particolari soddisfazioni. Sono state solo due, infatti, le medaglie ottenute dagli atleti azzurri in una rassegna che molto spesso, anche nel recente passato, aveva regalato grandi successi agli atleti e alle atlete azzurre, che spesso proprio nelle gare sui parti avevano reso meno amare le stagioni degli appassionati italiani, spesso costretti a vedere poche medaglie nelle gare in pista. La manifestazione di Tilburg, tuttavia, ha confermato la grande crescita di alcuni giovani atleti Europei che, continuando con un percorso di crescita simile a quello intrapreso finora, potranno essere competitivi a livello mondiale.

La nota più lieta in casa Italia è arrivata dalla gara Under 20 femminile, in cui a prevalere è stata Nadia Battocletti. La figlia d’arte trentina ha realizzato un piccolo capolavoro di tattica, che le ha consentito di superare nella seconda metà di gara delle avversarie più quotate e con personali in pista migliori, soprattutto la svizzera Delia Sclabas, giunta seconda al traguardo, e l’olandese Jasmin Lau, che dopo una partenza molto veloce si é trovata addirittura fuori dal podio e ha chiuso al quarto posto, al termine di una lunga volata, iniziata quando la Battocletti ha “cambiato ritmo” all’inizio dell’ultimo giro di gara.

Nel settore maschile, in gare che sarebbero piaciute molto al grande Primo Nebiolo, sono andate in scena delle gare apoartenenenti al filone dell’atletica spettacolo. Nella gara Under 20 maschile, terza medaglia d’oro consecutiva per il fenomenale norvegese Jakob Ingebritsen, già campione continentale nelle gare senior di 1500 e 5000 metri e vera e propria celebrità in patria, Nella gara Under 23, invece, vittoria per il francese Jimmy Gressier, che si é concesso il lusso di chiudere una gara dominata fin dal primo metro con un abbozzo di scivolata sul fango della zona d’arrivo della città olandese, su cui la pioggia é caduta abbondante fino alla notte prima delle gare.

Nella gara senior maschile, vittoria per un altro Ingebritsen, Filip, bravo a vincere una gara molto tattica precedendo il belga Kimeli e i due turchi Kaya e Ozmilen, che hanno trascinato la loro nazionale alla vittoria nella classifica a squadre, dove la Turchia ha preceduto la Gran Bretagna e un’ottima Italia, dove si é messo in evidenza Yemen Crippa con un buon sesto posto alla prima manifestazione di cross da senior insieme al fratello Nekat, per la prima volta nei primi venti in una manifestazione internazionale senior, oltre a Daniele Meucci, rientrato alle competizioni internazionali con un discreto undicesimo posto assoluto e con la quinta medaglia in carriera agli Europei di corsa campestre.

La manifestazione di Tilburg, dunque, va in archivio con un bottino magro per la spedizione azzurra, che ha bisogno della crescita dei propri giovani per tornare ad ottenere un numero consistente di medaglie. Altri successi per la nostra atletica potrebbero arrivare, tuttavia, dal punto di vista organizzativo, visto che si parla di una candidatura di Torino per ospitare gli Europi di Cross nel 2021. Si tratterebbe di un evento molto importante per i capoluogo torinese, che potrebbe ospitare l’evento nel Parco della Mandria di Venaria (che ospiterà a marzo i Campionati Italiani), un luogo veramente suggestivo, oltre che tecnicamente valido. Donato D’Auria

Last Updated on Wednesday, 26 December 2018 22:01
 
Tante crono e salite per un Giro d’Italia enigmatico PDF Print E-mail
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Sunday, 13 January 2019 10:06

Milano - Dal sacro al profano, da Bologna a Verona. Il Giro d’Italia 2019, edizione numero 102 della Corsa Rosa, prenderà il via da Bologna il prossimo 11 maggio e si concluderà nell’Arena di Verona il 2 giungo, replicando gli arrivi del 1984 (allora vinse Francesco Moser in rimonta su Fignon) e del 2010 (vittoria di Ivan Basso davanti allo spagnolo Arroyo). Si tratta un percorso decisamente interessante, che prevede tanti chilometri a cronometro (concentrati soprattutto nella prima settimana), ma anche moltissime salite, con un paio di arrivi inediti che potrebbero consegnare agli appassionati di ciclismo grandi duelli tra i favoriti per la classifica generale.

La prima tappa, tutta nel territorio del comune di Bologna, obbligherà i favoriti a presentarsi subito in grande condizione: saranno 8 chilometri contro il tempo con la dura scalata di San Luca, salita breve ma molto dura, che obbligherà molti a non usare una bici da cronometro. Dopo la prima tappa, inizia un discesa verso sud che porterà la carovana a toccare Fucecchio, Orbetello e Cassino (tappe riservate ai velocisti) fino a San Giovanni Rotondo, dove terminerà la settima frazione: sarà una tappa “mossa”, adatta alle fughe e ai colpi di mano, anche degli scalatori. Dalla Puglia, rapida risalita verso la Romagna e l’unico “sconfinamento” del Giro 2019: la cronometro di 34 chilometri da Riccione a San Marino, adatta agli specialisti ma anche a corridori che, pur essendo scalatori, hanno anche delle discrete doti di passisti.

Nella seconda settimana, inizieranno le montagne. Dopo i due arrivi di Modena e Novi Ligure, infatti, spazio alle Alpi Occidentali. Nel ricordo di Fausto Coppi, torna la Cuneo-Pinerolo, anche se con un percorso ridotto che aiuterà le fughe più che gli scalatori. Il giorno seguente, primo arrivo in salita, con la Pinerolo-Ceresole Reale, con l’arrivo in quota al Lago del Serrù/Colle del Nivolet. Si tratta di una salita brutale, poco più facile del Colle delle Finestre, che obbligherà gli uomini di classifica a venire allo scoperta. Il giorno seguente, tappa ricca di montagne da Ivrea a Courmayeur. A chiudere la settimana, un arrivo a Como che ricalca il duro finale del Giro di Lombardia.

Nell’ultima settimana, spazio alle Dolomiti con 4 arrivi in salita tra Veneto e Trentino Alto Adige: Ponte di Legno (con la scalata di salite storiche come il terribile Mortirolo), Anterselva (arrivo ai poligoni di biathlon), San Martino di Castrozza e Feltre (sulla salita inedita del Croce d’Aune, ultima salita del Giro), prima della tappa finale di Verona: una cronometro breve ma non semplice, dove si deciderà la Maglia Rosa del 2019.

Le novità più importanti per il Giro arrivano dalle squadre del World Tour, che stanno comunicando i piani per la prossima stagione dei loro corridori. Saranno sicuramente presenti al Giro grandi scalatori come Nibali, Valverde, Landa, Simon Yates e Miguel Angel López ma anche cronoman come Dumoulin e Primoz Roglic, oltre ai talenti della Sky, Moscon e Bernal, che sostituiranno Chris Froome e Geraint Thomas, che si concentreranno sul Tour de France. Si tratta di un parterre di partecipanti di altissimo livello, in grado di competere con quello del Tour. Il Giro, infatti, presenta un percorso duro e vario, in grado di “far gola” a quasi tutti i protagonisti del ciclismo mondiale. Donato D’Auria

Last Updated on Sunday, 13 January 2019 11:30
 
Hirscher e Shiffrin dominatori della Coppa con uno sguardo sui Mondiali PDF Print E-mail
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Monday, 24 December 2018 21:18

Torino - La stagione di Coppa del Mondo di Sci Alpino, giunta alla sua breve pausa natalizia (si riprenderà subito prima del Capodanno con la discesa libera maschile a Bormio), ha visto un Circo Bianco con gli stessi attori protagonisti della scorsa stagione, anche se non è mancata qualche sorpresa che ha reso più gustosa una stagione che culminerà con i Mondiali di Äre, che si svolgeranno a febbraio, dodici anni dopo l’ultima edizione svoltasi nella cittadina del Nord della Svezia (allora l’Italia ottenne un oro nel  super gigante maschile grazie al “colpo” di Patrick Staudacher). Nonostante manchino ancora molte gare ai Mondiali (comprese delle “classiche” come Kitzbuhel, Adelboden e Cortina d’Ampezzo), le gerarchie sembrano essere abbastanza definite, sia nel settore maschile che in quello femminile.

Comtinua anche in questa stagione, infatti, il dominio nelle discipline tecniche di Marcel Hirscher. Il fenomeno austriaco, infatti, continua a inanellare successi su successi, annichilendo letteralmente una concorrenza tutt’altro che di livello basso. Anche dei grandissimi campioni come il francese Pinturault e il norvegese Kristoffersen sono costretti, soprattutto in gigante, alla sciatta dell’austriaco, capace di coniugare potenza fisica ed eleganza tecnica. Tra le pochissime eccezioni, lo slalom speciale disputatosi subito prima di Natale a Madonna di Campiglio, dove Hirscher ha sbagliato nella seconda manche, consegnando la vittoria allo svizzero Daniel Yule, che potrebbe competere per una medaglia ai Mondiali.

In Casa Italia, non sono mancate le buone notizie. Nel settore della velocità, dove qualche passaggio a vuoto di Jansrud e Svindal ha reso le gare più aperte, sono arrivati tre podi, due da Innerhofer e uno da Paris, confermando la “buona salute” del nostro movimento, in attesa del rientro ad alti livelli di Peter Fill, ancora acciaccato. Nelle discipline tecniche, sono mancati risultati di altissimo livello, ma finalmente il nostro movimento sta assistendo ad un inizio di ricambio generazionale, grazie ai buoni risultati di De Aliprandini e Vinatzer, anche se il percorso di crescita di questi atleti é ancora lungo, soprattutto dal punto di vista della continuità di risultati.

Nel settore femminile, non sembra diminuire la fame di vittorie di Mikala Shiffrin, diventata competitiva in ogni condizione di gara (quest’anno si é aggiudicata anche una vittoria in super gigante) e quasi mai messa in difficoltà dalle avversarie. Tra le sue dirette concorrenti, per la gioia degli appassionati italiani, c’é Federica Brignone, che ha vinto lo slalom gigante di Killington a novembre. Pesa, invece, l’assenza dalle gare di Sofia Goggia, infortunatasi poche settimane prima dell’inizio della stagione, che rientrerà solo nel 2019, probabilmente a fine gennaio.

Hirscher e Shiffrin, dunque, saranno i campioni da battere ai Mondiali di Are, ma, come spesso accade in una gara singola, le sorprese sono dietro l’angolo e i possibili “carneadi” del Circo Bianco sono pronti a diventare “eroi per un giorno”. L’Italia ha tutte le carte in regola per provare ad ottenere almeno tre medaglie, ma gli Azzurri dovranno essere bravi a sfruttare le occasioni a loro disposizione, replicando nel momento più importante le loro migliori prestazioni di Coppa del Mondo. Luigi M. D’Auria

Last Updated on Monday, 24 December 2018 22:59
 
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