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Si conferma una gara importante nel panorama piemontese la "Mezza di Varenne" PDF Print E-mail
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Sunday, 30 April 2017 16:55

Si conferma una gara importante nel panorama piemontese la "Mezza di Varenne"

Vigone (To) - L'ottava edizione della Mezza di Varenne si é disputata in primavera (per la precisione l'ultima domenica di aprile), dopo un anno in cui era stata spostata a Marzo. A causa di alcuni problemi organizzativi (legati soprattutto all'imponente numero di volontari presente in primavera), gli organizzatori hanno deciso di spostare di nuovo in avanti la manifestazione, che ha riscosso un buon successo di partecipazione (395 gli arrivati alla Mezza) nonostante la quasi contemporaneità con la manifestazione di Trino Vercellese.

Confermatissimo il percorso della gara, pianeggiante ma caratterizzato da diverse curve, due passaggi sullo sterrato di due cascine e (nella giornata odierna) anche da un vento abbastanza fastidioso. Diversi podisti si sono lamentati delle strade dissestate della campagna vigonese, ma la nostra redazione (che ha avuto la possibilità di visitare il percorso direttamente) non ha riscontrato una situazione compromessa In maniera irrimediabile.

Non priva di polemiche la gara maschile. Nel corso del secondo giro del percorso, infatti, il marocchino Benhamadine e l'atleta italiano Andrea Feltrin hanno sbagliato percorso, tagliando una porzione consistente di percorso e rivoluzionando la classifica (Benhamadine si é trovato primo, mentre Feltrin ha chiuso primo con un tempo straordinario per i suoi standard). Nonostante qualche rimostranza, sono stati squalificati entrambi dalla giuria.

La gara maschile, dunque, é stata dominata da una coppia di keniani, abili a condurre una gara regolare per tutti i ventun chilometri. Negli ultimi chilometri, una potente accelerazione ha consegnatao la vittoria a Primen Manifarasha, che ha chiuso in 1h 03' 47", precedendo di venti secondi Paul Tiongik. Decisamente più staccato ha chiuso Youssef Sbaai, parso meno brillante rispetto alla TuttaDritta, dove aveva ottenuto una grande vittoria.

Decisamente più scontato l'epilogo della gara femminile, dove fin dai primissimi chilometri Moraa Moseti ha dominato la gara, chiudendo con l'ottimo tempo di 1h 12' 11", che le ha consentito di precedere di quasi cinque minuti le due principali avversarie, Vivian Kemboi (1h 17' 05) ed Elisa Stefani.

Si conferma, dunque, il successo organizzativo della "Vigone che Corre", brava a dare vita ad una manifestazione di buon livello tecnico, che coniuga una buona presenza di top Runners, un buon numero di partecipanti alla Mezza Maratona e anche tanti partecipanti alla gara breve di undici chilometri (vinta da Luigi Maria D'Auria con il tempo di 43' 22") e i fitwalkers che parteciperanno alla camminata del primo maggio. Luigi M. D'Auria

 
Le giovani azzurre provano ad aprire un nuovo corso contro Taipei PDF Print E-mail
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Friday, 21 April 2017 18:42

Le Giovani azzurre provano ad aprire un nuovo corso contro Taipei

Barletta (Bat) - Manca davvero poco all'inizio del play-off per la permanenza nel secondo gruppo mondiale di Fed Cup tra Italia e Taipei. Sabato 22 aprile alle 13.30, infatti, il Tennis Club Barletta "Hugo Simmen" vedrà l'inizio di un incontro che, nel bene e nel male, sarà a suo modo storico per il tennis italiano. Per la prima volta dal 2006 (anno della prima vittoria in Fed Cup), infatti, un nuovo gruppo di giocatrici sarà chiamato a difendere i colori azzurri in una sfida di Fed Cup.

Se nella sfida contro la Slovacchia di febbraio Tathiana Garbin, nuovo capitano della nostra nazionale, si era ancora una volta affidata alla vecchia guardia (titolari nei singolari erano state Sara Errani e Francesca Schiavone), questa volta dovranno essere le giovani a caricarsi sulle spalle la squadra. Tra le tenniste più navigate, infatti, solo la Errani ha dato la propria disponibilità per questa sfida. Roberta Vinci e Francesca Schiavone sembrano, infatti, definitivamente uscite dal giro della nazionale.

Le compagne di squadra della Errani saranno, dunque, Jasmine Paolini (recentemente entrata tra le prime duecento giocatrici del mondo), Martina Trevisan (che sarà titolare nella prima giornata dei singolari), entrambe già presenti nella sfida contro la Slovacchia, e Camilla Rosatello, alla prima convocazione, che tra le nostre giocatrici potrebbe essere quella designata per giocare l'eventuale doppio di spareggio con la Errani (la Garbin, però, ha dichiarato che sceglierà solo all'ultimo momento). La Garbin, ancora alla ricerca della prima vittoria come capitano, prova a spingere le sue giocatrici:"Questo gruppo ha voglia di far bene", ha dichiarato la capitana nel corso della conferenza stampa di presentazione.

L'Italia si troverà di fronte una squadra non di altissimo livello, forse non del tutto convinta di potersela giocare alla pari (Taipei ha rinunciato a giocare la sfida in casa). L'unica tennista in grado di tenere testa alle nostre sarà la Chang, numero 66 del ranking di doppio. Le singolariste, invece, saranno Yu Su e Ya Lee, entrambe a ridosso della posizione trecento del ranking mondiale, ottanta sotto la Trevisan è quasi duecento sotto la Errani, che sembra però in ripresa dopo un periodo di crisi. L'Italia, dunque, pare decisamente favorita per il successo di questa sfida.

A vantaggio delle azzurre ci sono anche la superficie scelta per la sfida, la terra rossa, e il fattore campo: si preannuncia numeroso il pubblico che riempirà l'area il 22 e il 23 aprile, favorito da prezzi decisamente a portata di molti. Non bisogna dimenticare, però, che le sfide di Fed Cup possono riservare grandi sorprese e sovvertire i pronostici. In caso di vittoria, dunque, l'Italia potrà dire, forse, di aver trovato un nuovo gruppo di giocatrici solide e affidabili. In caso di sconfitta, la retrocessione nei gruppi continentali (l'Italia si trova ininterrottamente nei gruppi mondiali dal 1997) non dovrebbe essere vissuta come un trauma: i gruppi zonali, infatti, possono anche essere visti come una palestra in vista di futuri successi. Donato D'Auria

 
Inizio spettacolare per il Challenger "Città della Disfida" PDF Print E-mail
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Thursday, 13 April 2017 17:23

Inizio spettacolare per il Challenger "Città della Disfida"

Barletta (Bat) - Il primo challenger "Città della Disfida" si é confermato, nei primi giorni della competizione, un torneo Challenger di assoluto livello. Già nelle qualificazioni, infatti, sono state numerose le partite di livello, anche grazie alla presenza di diversi giocatori tra i primi trecento del ranking mondiale, come il brasiliano Clezar, il serbo Krajnovic e l'italiano Stefano Travaglia, tutti in grado di qualificarsi senza troppi problemi.

Lunedì 10 aprile é iniziato il tabellone principale, che ha subito proposto al folto pubblico presente sugli spalti del tennis club "Hugo Simmen" diversi match di alto livello, come quello tra Matteo Berrettini e Gastao Elias, in cui il giovane talento azzurro ha provato a sgambettare il solido giocatore portoghese Gastao Elias, 89 del mondo e prima testa di serie del torneo. Alla fine, Elias é riuscito a prevalere alla distanza, vincendo il match in rimonta. Nella giornata di mercoledì, poi, Elias ha avuto ragione senza troppi patemi dell'azzurrino Stefano Napolitano.

Nel corso del torneo, tuttavia, non è mancata neanche qualche sorpresa. Il terraiolo belga Kimer Coppejans, infatti, non ha avuto problemi nel superare il talento greco Stefanos Tsistipas (indicato come una delle possibili sorprese del torneo) e nel far concludere in anticipo anche l'avventura del suo connazionale Arthur De Greef, testa di serie numero cinque. Ora sarà proprio lui a sfidare Elias in un quarto di finale che si preannuncia spettacolare.

Buoni anche i risultati dei tennisti italiani. Alessandro Giannessi, quarta testa di serie, non ha avuto difficoltà a superare il primo turno, così come Marco Cecchinato, che si é sbarazzato con un netto 6-0/6-1 dell'esperto tedesco Brands. Tra le partite di secondo turno ancora da disputare, una delle più incerte vedrà protagonista Matteo Donati. Il giovane piemontese, frenerai dagli infortuni fin dall'inizio della scorsa stagione, é rientrato alle competizioni proprio a Barletta, dove ha sconfitto in tre set l'idolo di casa Andrea Pellegrino. Ora é atteso dal difficile incontro con l'inglese Aljaz Bedend. Ai quarti di finale, invece, si é già qualificato Lorenzo Giustino, bravissimo a superare subito lo slovacco Gombos, terza testa di serie del torneo.

Il torneo di Barletta, dunque, sta per entrare nel vivo, ed é difficile individuare un vero favorito per la vittoria finale. Le sorprese, infatti, sono dietro l'angolo e potrebbero portare al successo di un giocatore non testa di serie, magari un giovane talento o un  tennista esperto (come il ceco Lukas Rosol) alla ricerca di punti pesanti per risalire la classifica. Donato D'Auria

 
Bedene torna a Barletta e la conquista per la terza volta PDF Print E-mail
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Monday, 17 April 2017 17:44

Bedene torna a Barletta e la conquista per la terza volta

Barletta (Bat) - Alla fine, l'epilogo del Challenger "Città della Disfida" é stato il più giusto. Il tennista britannico Aljaz Bedene, infatti, si é aggiudicato questo torneo per la terza volta (le prime due vittorie erano arrivate nel 2011 e nel 2012, quando era anche tesserato per il locale club "Hugo Simmen" per disputare la Serie A1), dopo aver compiuto un cammino praticamente perfetto. Non é affatto facile, infatti, sbarazzarsi di giocatori del calibro di Marco Cecchinato e Lukas Rosol senza perdere nemmeno un set.

Proprio la semifinale contro Rosol é stata, per certi versi, la finale del torneo. Nonostante il punteggio di 6-3 6-1 in favore del britannico, infatti, la partita é stata molto equilibrata (soprattutto nel primo set) e non sono mancati colpi spettacolari e game molto combattuti. Il match con Cecchinato, invece, andato in scena nei quarti di finale, è andato a senso unico e il  6-2 6-1 ha rispecchiato quanto fatto vedere dai giocatori in campo.

Più complicato, invece, il percorso di Elias, costretto a lottare contro diversi giocatori italiani, che lo hanno costretto a lunghe maratone, ultimo dei quali Lorenzo Giustino (che, in realtà, non è riuscito a impensierire il portoghese più di tanto), unico italiano in grado di arrivare in semifinale, oltre alla sorpresa belga del torneo, Kimmer Coppejans. Alla fine, la minore freschezza atletica di Elias (reduce anche da due incontri durati cinque set in Coppa Davis) é stata decisiva per determinare il risultato della finale, che si é conclusa con un giusto 6-3 7-6, risultato che rispecchia quanto mostrato dai due giocatori in campo.

Le maggiori gioie per i nostri colori sono arrivate, tuttavia, nel torneo di doppio, conquistato dalla coppia Cecchinato e Donati, bravi a sconfiggere la coppia di specialisti croati formata dai fratelli Marin  e Tomislav Draganja. Bel risultato per i nostri porta colori, soprattutto per Donati, che bagna con un successo il suo ritorno alle competizioni dopo diversi mesi di stop forzato a causa di diversi problemi fisici.

Il successo più grande, tuttavia, é stato quello ottenuto dagli organizzatori, che hanno registrato ben diecimila presenze nel corso della manifestazione, risultato non banale per un torneo di questo livello. Apportando qualche miglioria alle strutture del circolo (il centrale, infatti, é tutt'altro che insonorizzato), questo torneo potrebbe benissimo scalare la piramide dei tornei Challenger. Il grande tennis, tuttavia, non lascerà ancora Barletta, che ospiterà lo spareggio promozione destro cessione del secondo gruppo mondiale Italia-Taipei, in cui Sara Errani guiderà un gruppo di giovani alla ricerca di una salvezza raggiungibile, ma non scontata, vista l'abilità delle giocatrici di Taipei nel doppio. Donato D'Auria

Last Updated on Tuesday, 18 April 2017 18:36
 
Livello Tecnico Elevato alla quindicesima TuttDritta PDF Print E-mail
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Sunday, 02 April 2017 15:55

Livello Tecnico Elevato alla Quindicesima TuttaDritta

Torino - Nonostante il meteo avverso, domenica 2 aprile 2017 sarà comunque una data da ricordare per il podismo piemontese. In una giornata ricca di eventi di alto livello tecnico e di partecipazione, come le maratone di Roma e Milano, Torino è riuscita comunque a ritagliarsi il suo spazio. Il meteo ha allontanato dalla gara qualche partecipante, gli arrivati sono stati circa quattromila, ma il livello tecnico della manifestazione non è mai stato tanto alto. E' estremamente raro, infatti, vedere tantissimi atleti tagliare il traguardo solo quaranta minuti dopo il via, ma alla TuttaDritta tutto ciò è avvenuto. Senza giri di parole, possiamo dire che il mezzofondo italiano si è ritrovato a Torino per correre questa gara.

Nella gara maschile la società organizzatrice si è concessa il lusso di schierare al via il vincitore della gara, il marocchino Youssef Sbaai. Dopo un primo chilometro che ha visto tutti partire guardinghi, soprattutto a causa di una pozzanghera enorme formatasi all'incrocio tra Corso Vittorio e Via Sacchi, sono stati cinque atleti a prendere il comando delle operazioni: Sbaai, El Otmani, Kalale, Salami e Razine. Al sesto chilometro, poi, è arrivata l'azione decisiva: Kalale, El Otmani e Sbaai se ne sono andati, ma allo sprint è riuscito a prevalere quest'ultimo con il grande tempo di 28'50". Secondo, in 28'51", El Otmani, mentre Kalale si è leggermente sfilato, ma ha comunque preceduto Salami e Razine.

Molto alto anche il livello della gara femminile, dove sono state le atlete keniane (già presenti alla mezza maratona della scorsa settimana) a dominare la gara. Con il tempo di 32'17", davvero ottimo a questi livelli, ha letteralmente fatto il vuoto rispetto alle avversarie. La seconda classificata, la sua connazionale Viola Chepngeno, ha chiuso in 33'35", solo quattro secondi prima dell'altra keniana Clementine Mukandanga. Con un minuto di ritardo rispetto alla seconda e alla terza classificata è arrivato il "trenino" delle podiste italiane, guidato da Martina Merlo e Barbara Bressi.

Al secondo anno di attività Team Marathon, guidata da Simone Oneglio e Alessandra Viano, sta iniziando a migliorare la sua macchina organizzativa. Dopo un anno di rodaggio (anche se per alcuni era stata un'annata di declino) le manifestazioni della società che ha raccolto l'eredità della Turin Marathon hanno ripreso a crescere. Organizzare una dieci chilometri a Torino nel giorno delle maratone di Roma e Milano poteva essere un  rischioso azzardo, ma si è rivelata una bella scommessa vinta. Visto il livello tecnico della manifestazione, ci sembra lecito sognare una crescita della Maratona di Torino, che, collocata ad inizio autunno, potrebbe attrarre un maggior numero di podisti, sia amatori che top runner. Luigi M. D'Auria

Il podio maschile della quindicesima TuttaDritta con il Sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Monday, 03 April 2017 12:57
 
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