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Jakob Fuglsang vince il Giro del Delfinato con un grande attacco da lontano PDF Print E-mail
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Saturday, 24 June 2017 21:10

Jakob Fuglsang vince il Giro del Delfinato con un grande attacco da lontano

Plateau de Solaison - Nonostante uno sforzo immane, Jakob Fuglsang é riuscito a compiere la sua personale impresa. Grazie ad un attacco da lontano, é riuscito a conquistare l'ottava tappa del Giro del Delfinato, nonché la classifica finale di questa corsa che ogni anno vede ai nastri di partenza molti biglietti del ciclismo mondiale, desiderosi di affinare la preparazione in vista del Tour de France, che prenderà il via da Düsseldorf a luglio.

Nonostante il Delfinato sia una corsa prestigiosa, non si puó certo dire che sia al livello del Tour, pertanto i corridori pensano più a svolgere dei test agonistici che delle vere e proprie gare, dimenticandosi molto spesso della tattica e dando vita a tappe molto spettacolari. É stato il caso della sesta tappa in cui, sulla dura salita del Mont du Chat (che sarà affrontata anche al Tour de France), quasi tutti i capitani hanno provato un attacco. Proprio in questa occasione si é messo in mostra Fabio Aru, che ha fatto la differenza in salita e poi, dopo essere stato ripreso in discesa, ha aiutato Fuglsang a battere allo sprint Chris Froome e Richie Porte.

La tattica di squadra dell'Astana si é rivelata vincente anche nell'ottava e decisiva  tappa, in cui gli "azzurri" hanno movimentato la corsa fin dalle prime salite di giornata. É stato di nuovo Aru, poi, a lanciare Fuglsang verso una nuova vittoria di tappa, che gli ha consentito di scipppare la maglia gialla a Porte, che si è messo in luce a cronometro ma che non é parso ancora al cento per cento nelle tappe di montagna, al contrario di Aru e Fuglsang, che saranno entrambi capitani dell'Astana al Tour (dove saranno aiutati anche dal giovane colombiano Lopez, vincitore della Milano-Torino dell'anno scorso).

Alcuni corridori, invece, non si sono presentati al meglio al via del Giro del Delfinato: é stato il caso di Chris Froome, che ha fornito prestazioni altalenanti, finendo fuori dal podio per la prima volta dal 2013. L'inglese ha confermato, dunque, le prestazioni non ottimali delle corse di primavera, e probabilmente arriverà al Tour meno sicuro rispetto alle passate edizioni. Molto indietro di condizione, invece, Alberto Contador, che dovrà lavorare duro per presentarsi al meglio alla partenza del Tour. Da verificare, invece, la condizione di Romain Bardet, che come al solito non si é esposto eccessivamente  nelle corse di preparazione alla Grande Boucle.

Sarà interessante verificare se (come avvenuto negli ultimi due anni) le impressioni colte al Giro del Delfinato sulla condizione dei corridori saranno valide come il Tour de France o se qualche corridore riuscirà a migliorare la sua condizione. Fuglsang, dal canto suo, spera di riuscire ad essere così competitivo anche in una corsa di tre settimane. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Tuesday, 27 June 2017 18:21
 
Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala PDF Print E-mail
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Wednesday, 14 June 2017 20:50

Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala

Roma - 20.34. Con questo buon tempo Filippo Tortu é entrato, dalla porta principale, nel mondo dello sprinter di alto livello. Appena entrato nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, Tortu si é lasciato alle spalle un inverno complicato (in cui ha accusato qualche problema fisico) conquistando il minimo per i Mondiali di Londra della prossima estate. Il merito principale di Tortu, che non correva i 200 da due anni, é stato quello  di non aver tremato di fronte ad atleti molto più quotati di lui, come Lemaitre e De Grasse. A parte il canadese, che ha chiuso in 20.01, tutti gli altri sono parsi non ancora al meglio, consentendo a Tortu di accarezzare il sogno del podio fino a venti metri dalla fine. Ora la priorità per lo sprinter milanese é quella di recuperare da un infortunio (le cui dinamiche non sono state chiarite) patito poco dopo il Golden Gala, che non dovrebbe consentirgli di partecipare agli Europei Juniores di Grosseto.

Lo spettacolo del  trentasettesimo Golden Gala, tuttavia, non si é limitato ai 200 metri maschili. In un Olimpico molto affollato dai tifosi della grande atletica, infatti, non sono mancate le gare di elevato tasso tecnico. Nei 100 metri femminili, ad esempio, l'olandese Dafne Schippers é tornata a sconfiggere le sprinter giamaicane e statunitensi dopo alcuni mesi di crisi. Ottimo anche il livello tecnico dei 3000 siepi maschili, dove la gara veloce ha aiutato due italiani, Abdoullah Bamoussa e Yohannes Chiappinelli, di raggiungere il minimo per i Mondiali di Londra (risultato non scontato per i nostri azzurri). Emozionante anche la gara degli 800 metri maschili, dove la lepre designata, Nijel Amos, ha guadagnato un grande vantaggio sugli altri partecipanti, sfruttando una gara tattica e infiammando il pubblico di Roma. Il potente sprint del polacco Kszczot, però, ha posto fine aI suoi sogni di gloria a cinquanta metri dalla fine.

I  buoni risultati di alcuni azzurri, tuttavia, non devono far dimenticare che i nostri atleti, a livello internazionale, fanno ancora fatica ad imporsi. Anche il tempo di Tortu, splendido per gli standard cui sono abituati i nostri tifosi, non vale ancora una finale di livello mondiale. Diversi atleti, poi, devono ancora crescere se vogliono ottenere dei buoni risultati ai Mondiali. É il caso di Alessia Trost, ferma alla misura di 1.91 nell'alto, molto lontana dalla vincitrice, la russa Maria Kuchina. L'atletuca italiana, però, può consolarsi con il Golden Gala, evento che, nonostante la crisi della nostra atletica, riesce a conformarsi in Diamond League. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Wednesday, 14 June 2017 21:35
 
Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio PDF Print E-mail
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Saturday, 10 June 2017 20:51

Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio

Milano - Il Trofeo Bonfiglio si conferma uno degli appuntamenti più importanti del circuito internazionale Itf Junior, riservato ai giocatori unger 18. Anche nella loro cinquantottesima edizione, infatti, gli Internazionali d'Italia Junior sono stati classificati come uno dei pochi tornei "Grade A" del circuito internazionale. I migliori giocatori del circuito, pertanto, erano impegnati sui campi del tennis Club Milano "Alberto Bonacossa" per disputare un torneo che anticipa di una sola settimana l'inizio del Roland Garros junior.

Nel torneo maschile, il titolo é andato in Australia grazie al successo del classe 1999 Alexey Popyrin, numero venticinque del ranking Itf e quattordicesima testa di serie. L'australiano non ha avuto un percorso facile verso la finale, nonostante abbia evitato l'incontro con il primo favorito del seeding, il cinese Wu, subito eliminato. Popyrin, infatti, ha battuto in tre set sia l'argentino Axel Geller , numero 42 al mondo,  che l'austriaco Rodionov, settima testa di serie. La finale, tuttavia, é stata più facile del previsto, dato che il serbo Milanovic, quindicesima testa di serie, non é riuscito a contrastere i colpi potenti dell'australiano, perdendo con il punteggio 6-2 6-4.

Grande sorpresa nel torneo femminile, dove il torneo é stato vinto dalla russa Rybakina, non accreditata di alcuna testa di serie all'inizio del torneo. La potente tennista, letteralmente esplosa nel corso del torneo milanese. Sotto i suoi colpi potenti e precisi, infatti, sono crollate tenniste molto accreditate, come l'americana Douglas e la svizzera In-Albon, eliminata in semifinale in rimonta. La Rybakina, poi, é stata brava a rimontare anche in finale, dove ha sfidato la polacca Iga Swiatek, autrice di un torneo regolare. Dopo un primo set perso malamente, la Rybakina si é ripresa, riuscendo a colpire con maggiore efficacia e chiudendo il match al terzo.

Purtropp questa edizione del Bonfiglio non ha visto protagonisti i giovani tennisti azzurri, parsi ancora non pronti per confrontarsi con i migliori giocatori di categoria del mondo. Soprattutto nel settore maschile, tuttavia, l'età media dei tennisti  ai vertici del ranking mondiale si é alzata in maniera esponenziale (mentre nel tennis femminile c'é ancora spazio per giovani sorprese, come quella della Ostapenko a Roland Garros). Nel circuito junior, dunque, più che i risultati contano i miglioramenti tecnici e caratteriali dei tennisti. Formare tennisti pronti per il grande salto nel professionismo, dunque, dovrebbe essere l'obiettivo principale dei tecnici. Donato D'Auria

 
Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia PDF Print E-mail
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Sunday, 11 June 2017 14:02

Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia

Grosseto - Manca poco più di un mese all'inizio dei campionati Europei Juniores 2017, che si svolgeranno a Grosseto. L'Italia, dunque, torna ad ospitare una rassegna continentale quattro anni dopo gli Europei Juniores del 2013, che si disputarono allo Stadio Raul Guidobaldi di Rieti. Dal 20 al 23 luglio della prossima estate, invece, il teatro delle gare sarà un altro luogo simbolo dell'altletica italiana: lo Stadio Carlo Zecchini di Grosseto, dove si disputarono i Mondiali Juniores del 2004, edizione in cui si mise in mostra Andrew Howe, vincitore dei 200 metri, e gli Europei Juniores del 2001.

Viene premiato, dunque, lo sforzo organizzativo della Fidal, che ha portato in Italia una rassegna continentale per la seconda volta in quattro anni, ma anche delle amministrazioni locali di Grosseto, città non molto grande ma decisa a sfruttare questo importante evento anche come vetrina di promozione turistica del territorio. Anche gli impianti di Casa Mora, a Castiglione della Pescaia, saranno coinvolti nella manifestazione come impianti di allenamento. Pochi giorni fa, inoltre, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del campo scuola "Bruno Zauli", che sarà sede del riscaldamento ore gara degli atleti.

Sono stati realizzati anche diversi lavori di adeguamento allo Stadio Zecchini, soprattutto per aumentare l'elasticità delle pedane e per adeguare la pista agli standard internazionali imposti dalla Federazione Europea, decisamente più esigente rispetto al 2004. Tutti i lavori, in ogni caso, saranno terminati almeno con un anticipo minimo rispetto all'arrivo degli atleti a Grosseto. Proprio la logistica sarà uno degli aspetti su cui gli organizzatori dovranno concentrarsi maggiormente. Grosseto, infatti, non dispone di un aeroporto, e dunque volontari e personale della Fidal dovranno essere bravi a gestire il flusso di dirigenti, atleti, tecnici e accompagnatori che arriveranno in Italia, soprattutto negli aeroporti di Roma e Firenze.

Dal punto di vista tecnico, non mancano gli atleti italiani in grado di ottenere buoni risultati. Atleti come Filippo Tortu (anche se la sua presenza non é così scontata dopo l'infortunio patito a Roma subito dopo il Golden Gala) e Marta Zenoni possono puntare ad una medaglia. Il Responsabile per le rappresentative giovanili, Stefano Baldini, insieme a Gabriella Dario, che sarà a Grosseto in veste di capitano degli azzurrini, e Luciano Gigliotti, hanno sponsorizzato un maxi raduno per selezionare i convocati alla rassegna continentale. Agli "Azzurrini" é chiesto di provare a migliorare i propri tempi, acquisendo anche maggiore esperienza in campo internazionale. La vittoria nell'incontro con Francia e Germania, disputatosi ad Halle in primavera, rappresenta uno stimolo a far bene e a non aver paura di confrontarsi con i millecinquecento atleti che arriveranno da ogni angolo d'Europa. Luigi M. D'Auria

 
Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino PDF Print E-mail
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Friday, 09 June 2017 15:35

Il Filadelfia rinasce: grande festa per i tifosi del Torino

Torino - Sono passati più di vent'anni da quando lo stadio Filadelfia (per tutti i tifosi del Torino semplicemente "il Fila") é stato abbandonato definitivamente. Chiudeva i battenti, allora, il teatro delle imprese del Grande Torino ma anche uno dei luoghi simbolo del tifo granata, molto più simile ad una "fede laica" che a una semplice passione sportiva. Quello stadio, costruito negli anni Venti in stile Liberty, non ospitava un incontro ufficiale dal 1963, ma era stato ancora sede degli allenamenti delle squadre allenate da Radice e Mondonico, capaci di regalare gli ultimi successi ad una delle piazze più storiche del campionato italiano.

Due anni fa, finalmente, é iniziata la rinascita del "Fila", che era stato definitivamente demolito nel 1998. La Fondazione Filadelfia, che aveva raccolto tutti i gruppi di appassionati che si erano occupati di tenere in vita il ricordo di questo vero e proprio "luogo della memoria". In soli due anni é stato edificato un vero e proprio centro sportivo con due campi da calcio, uno sul luogo dove sorgeva lo storico Filadelfia (quest'ultimo é un piccolo stadio da 4000 posti che ospiterà gli allenamenti della prima squadra e le partite della primavera) e l'altro proprio di fronte alla tribuna principale del nuovo "Fila".

L'inaugurazione del nuovo impianto, avvenuta lo scorso 24 maggio, é stata certamente un'occasione per ricordare gli antichi successi, ma anche per spingere la squadra guidata da Sinisa Mihajlovic. Il nono posto della stagione appena conclusa, infatti, deve costituire una solida base di partenza per costruire una squadra in grado di lottare fino all'ultimo per un piazzamento europeo.  I tifosi Granata, storicamente legati alla storia e ai simboli, sono parsi più sicuri dopo che é stato ricostruito loro un pezzo di storia, anche se non sono mancate le voci critiche nei confronti del progetto della Fondazione. Secondo qualcuno, infatti, il nuovo stadio avrebbe dovuto essere costruito vicino all'area del vecchio Fila (dove ora si trova il campo piccolo), trasformando l'area del vecchio stadio in un museo a cielo aperto.

In ogni caso, il Torino, che da diversi anni si allenava nel piccolo stadio della Sisport, meritava un centro tecnico di alto livello, così come erano troppi anni che la Primavera della formazione granata meritava un vero e proprio stadio in cui disputare le partite interne. Il Filadelfia risponde a queste esigenze, e dunque non si può che fare i complimenti alla Fondazione, che ha realizzato quest'opera in poco tempo e a prezzo non troppo elevato (8 milioni di euro, 7 donati da Comune e Regione, 1 dal Torino). A questo punto, per completare l'opera, é necessario che la Fondazione e il Torino firmino il contratto d'affetto che permetterà ai Granata di prendere possesso dello Stadio. Sarà importante, inoltre, reperire i fondi per far partire il secondo lotto dei lavori, che porterà al Fila una foresteria per i ragazzi del settore giovanile Granata e un museo che rendano il "Fila" la nuova casa del Toro a tutti gli effetti. Luigi M. D'Auria

 
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