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Sette Anni di RunningSportNews PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Sunday, 14 October 2018 14:40

Torino - Oggi é una giornata di festeggiamenti, in casa Running Sport News. La nostra testata, infatti, compie ufficialmente sette anni, nei quali abbiamo cercato di raccontare non solo grandi eventi sportivi, ma anche di raccontare di far conoscere ai nostri lettori storie di sport poco note o eccellenze sportive da valorizzare, senza dimenticare l'impegno per la diffusione di una vera e propria cultura sportiva nel nostro Paese: oggi, così come 7 anni fa, lo sport costituisce una piccola ma significativa voce del Pil nazionale (circa il 3%), ma nessuno dei governi che si sono succceduti ha riservato allo sport un ministero interamente dedicato. Sette anni fa dicumentavamo il declino di alcune infrastrutture di Torino 2006, oggi non possiamo fare a meno di notare che, nel processo di selezione delle città candidate per ospitare i Giochi del 2026, nessuno abbia fatto tesoro di quegli errori.

La nostra redazione (ad oggi costruita da tre giornalisti e da due collaboratori), inoltre, ha cercato di variare il più possibile gli argomenti trattati: anche se il nome della testata rimanda direttamente al podismo e al nostro editore, il Running Center Club Torino, abbiamo prodotto più di 150 articoli nella sezione dedicata al tennis, 60 in quella riservata al ciclismo, senza dimenticare il calcio, che abbiamo trattato in tutte le sue forme, dalla Champions League alla Serie D. In questi sette anni, dunque, abbiamo cercato di mantenerci il più possibile “glocal”, per utilizzare un termine che oggi é molto utilizzato sui social network e in rete: legati al territorio, ma anche interessati a seguire i grandi eventi sportivi internazionali, dal Tour de France alle Olimpiadi.

Tutto questo, in ogni caso, non sarebbbe stato possibile senza i nostri lettori. Ad oggi, il nostro sito é stato visitato più di un milione e seicentomila volte. Si tratta di un numero importante, che nel tempo é cresciuto in maniera costante, così come la nostra redazione, i cui tre giornalisti sono tutti formati “in casa”. La permanenza media sul nostro sito degli utenti, inoltre, si aggira intorno ai sei minuti, segno che i nostri lettori leggono più di un contenuto del nostro sito, magari anche soffermandosi su qualche articolo un po’ più datato. Possiamo affermare con orgoglio, dunque, che anche molti dei nostri lettori sono interessati all’aspetto culturale dello sport almeno quanto noi e che il nostro archivio di articoli comincia a diventare abbastanza grande: i contenuti totali sono infatti 934, con una media di più di due articoli a settimana.

L’augurio che ci sentiamo di fare al giornale per il futuro, dunque, é quello di continuare a crescere come ha fatto fin’ora, puntando sulla qualità e sui piccoli passi, senza farsi travolgere dalle “mode” del momento. Per la nostra redazione, infatti, essere moderni non implica una ricerca ossessiva di nuovi modelli a cui ispirarsi, ma uno sguardo sempre attento e vigile sulla realtà sportiva che ci circonda, cercando sempre di interpretarla nella maniera più fedele possibile alla realtà per i nostri lettori. Lo sport, infatti, é un mondo sempre sorpreso fra rigide tradizioni e improvvisi mutamenti, e per raccontarlo nel modo migliore, a nostro avviso, é necessario essere equidistanti sia dall’uno che dall’altro eccesso. Luigi M. D’Auria

Last Updated on Sunday, 14 October 2018 15:10
 
Diciannovesima edizione di successo per la Turin Half Marathon PDF Print E-mail
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Sunday, 14 October 2018 13:37

Torino - É stata una diciannovesima edizione fortunata per la Turin Half Marathon, con oltre millecinquecento arrivati, una bella giornata di sole e un buon livello tecnico sia nella gara femminile che in quella maschile, dove é stato battuto il record della corsa. Rispetto all’edizione numero 18 é cambiato leggermente l’arrivo, che si é spostato di pochi metri da Via Roma alla centralissima Piazza Castello, ma non la partenza, ancora una volta fissata in Corso Francia nel Comune di Rivoli. Alla terza edizione firmata “Team Marathon”, dunque, questa corsa ha definitivamente trovato la sua dimensione all’interno delle mezze maratone italiane d’autunno.

Nella gara maschile, splendida vittoria per Charles Kamau, che ha fermato il cronometro sull’ottimo tempo di 1h 00’45”, coronando una gara corsa in maniera molto aggressiva fin dai primissimi chilometri di corsa, come testimoniato dal ritmo sempre sotto i 3’ minuti al chilometro. Sfruttando il percorso molto veloce e quasi interamente pianeggiante, gli atleti non si sono risparmiati, ma nessuno é stato davvero in grado di resistere alle accelerazioni di Kamau. Il podio della gara, che anche in questa edizione é stato occupato solo da atleti keniani, è stato completato da Philimon Maritim, che ha chiuso la sua gara in 1h01’24” e da Sammy Kipgnetich, terzo con un tempo di ventidue secondi superiore alla soglia di 1h02’.

Molto veloce anche la gara femminile, in cui non sono mancati sorpassi e controsorpassi all’interno del gruppo di quattro atlete che fin dai primi chilometri hanno staccato tutte le avversarie, giocandosi le posizioni sul podio. Il momento chiave della corsa é arrivato solo al ventesimo chilometro,  in vista delle Porte Palatine, quando Viola Jelagat è riuscita a staccare tutte le avversarie, chiudendo la sua gara con il tempo 1h e dodici minuti netti. Il podio, anche in questo caso tutto keniano, é stato completato da Caroline Cherono, che ha chiuso staccata di nove secondi dalla vincitrice, non riuscendo a completare di poco una bella rimonta,  e da Belay Tegegn, staccata dalla Jelagat di 33 secondi.

Anche in questa edizione non é mancata la staffetta “No-Smoking Run”, gara in cui tre diversi staffettisti hanno percorso circa sette chilometri a testa per completare il percorso di gara della mezza maratona, con un bel numero di terzetti al via. La Turin Half Marathon, dunque, si conferma una delle gare più importanti del calendario autunnale torinese, oltre che un bel test per gli organizzatori di Team Marathon, che fra poco meno di un mese saranno chiamati ad affrontare la prova più impegnativa dell’anno, visto che il 4 novembre si svolgerà la Turin Marathon. Il podismo torinese, dunque, non si ferma e si prepara a vivere la sua fase più calda. Luigi M. D’Auria

Last Updated on Sunday, 14 October 2018 14:06
 
Esordio positivo per la Fiat Torino al Palavela PDF Print E-mail
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Saturday, 13 October 2018 18:53

Torino - Sabato 13 ottobre sarà ricordata come una data storica per il basket torinese. La Fiat Auxilium Torino, infatti, ha esordito nella sua nuova casa: il Palavela di Torino. Dopo dieci anni passati al PalaRuffini, casa storica del basket subalpino, la squadra di coach Larry Brown si é trasferita nell’arena del quartiere Nizza Millefonti, che arriverà ad ospitare 6300 spettatori, un numero importante, che Torino punta a raggiungere soprattutto puntando sul bel gioco. Primo avversario dei torinesi (allenati per l’occasione da Paolo Galbiati e Stefano Comazzi, vista l’assenza per problemi di salute di Brown) é Trieste, ambiziosa neopromossa che punta a restare nel basket che conta.

Nel primo quarto Torino si presenta in campo con cinque americani in campo, mentre Trieste punta sull’esperienza in regia di Daniele Cavaliere. Nel corso dei minuti, tuttavia, la Fiat cambia pelle, inserendo Tony Carr, Cusin, Poeta e anche Carlos Delfino. Nonostante Trieste riesca ad essere molto incisiva con i tiri da fuori, é la squadra di casa a tenere in mano il pallino del gioco, soprattutto sotto canestro, e ad andare al riposo in vantaggio, sia pure con lo scarto di 2 punti (24-22).

All’inizio del secondo quarto Torino parte con piglio deciso, “playing the right way” come direbbe Larry Brown. Scambi rapidi, niente ricerca ossessiva del tiro da tre, difesa “tosta” caratterizzano il gioco della squadra torinese, che arriva al massimo vantaggio sul 37-28 (grazie soprattutto al lavoro da “collante” di Poeta e a due belle triple di Delfino) prima della reazione di Trieste, guidata da Strautins e Cavaliero. Torino, però, riesce a resistere e riesce ad andare al riposo sul 46-37, con due tiri liberi finali di Taylor che consegnano di nuovo il massimo vantaggio alla squadra gialloblù.

Nel terzo quarto, tuttavia, Torino si smarrisce sia nella fase offensiva che in quella difensiva, tanto che Trieste riesce a rimontare lo svantaggio. I biancorossi sono più concreti, mentre Torino commette molti errori e si affida quasi esclusivamente a Tony Carr (che lascerà il parquet a fine quarto con ben 20 punti a referto) e Victor Rudd. La squadra di Galbiati riesce a ritrovarsi solo inserendo Poeta, Cusin e Delfino, che portano maggiore fosforo alla manovra gialloblù e consentono a Torino di chiudere il periodo sul 61-61.

Nell’ultimo e decisivo quarto Torino riesce a cambiare nuovamente marcia e a prendere da subito il comando delle operazioni, mentre Trieste perde precisione nei tiri, soprattutto in quelli da tre punti. La differenza si vede soprattutto nella diversa cattiveria agonistica sotto canestro: mentre Torino trova nella rotazione Cusin-McAdoo grande affidabilità, Trieste si trova spesso battuta a rimbalzo e fatica a trovare le contromisure adatte. Il fluido giro palla di Torino, orchestrato da Delfino e Wilson, legittima l’86-74 finale in favore di Torino.

Dopo quattro sconfitte consecutive (una in Supercoppa, una in Seria A a Venezia e due in EuroCup) Torino, dunque, ha ritrovato la via della vittoria, sbloccandosi anche in campionato. La Fiat di quest’anno é, a detta di molti, una squadra che può ambire al ruolo di “anti-Milano”, ma per riuscire a diventare davvero squadra é necessario il ritorno di Coach Brown, l’unico che può rendere davvero efficace in maniera continuativa la pallacanestro “old style” della Fiat. Anche la crescita dei singoli, inoltre, é fondamentale: contro Trieste la Fiat ha beneficiato moltissimo dei punti della panchina, ma, soprattutto contro le grandi, é necessario migliorare l’intesa fra i componenti del quintetto base. Luigi M. D’Auria

Last Updated on Saturday, 13 October 2018 20:23
 
La Pro Vercelli torna in Serie C con due vittorie consecutive PDF Print E-mail
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Sunday, 14 October 2018 09:42

Vercelli - La Pro Vercelli di Vito Grieco torna a far sorridere il Silvio Piola grazie alla bella vittoria con la Carrarese. Per i Bianchi, retrocessi dalla Serie B, si tratta della seconda vittoria in altrettante partite disputate in questa stranissima Serie C che per alcune squadre é iniziata solo a fine settembre a causa del caos causato dal blocco dei ripescaggi in Serie B, che ha fatto saltare diversi incontri dei primi tre turni di campionato. La Carrarese, venuta a Vercelli da capoclassifca, é stata vittima della più classica delle “giornate no” che ha evidenziato tutti i limiti dei toscani, che dovranno migliorare molto la fase difensiva per restare nelle posizioni di vertice del campionato.

Nel primo tempo sono i Bianchi ad essere protagonisti. Il 4-4-2 messo in campo da mister Grieco é molto scolastico ma anche molto efficace e consente ai due attaccanti (in particolare a Morra) e ad Azzi (che staziona sulla fascia ma che é libero di svariare) di mettere in crisi la retroguardia della Carrarese. Il doppio vantaggio della Pro al riposo é meritato, ma é innegabile che la squadra piemontese abbia beneficiato di alcuni clamorosi errori della retroguardia dei toscani, che hanno consentito a Morra di presentarsi due volte solo davanti a Borra (in un’occasione il portiere della Carrarese é riuscito a salvarsi) e in occasione del raddoppio della Pro la difesa “a zona” é saltata completamente.

Nel secondo tempo la Pro Vercelli riesce a legittimare il vantaggio grazie al terzo gol del mattatore di giornata Morra (al quarto centro in due partite, l’attaccante scuola Toro sembra essere nel miglior momento di forma della carriera), prima del gol della bandiera firmato da Biasci al 27’, che però non aiuta la Carrarese a produrre un forcing finale particolarmente incisivo. Negli ultimi minuti, il tecnico Grieco (fino a maggio scorso allenatore della squadra Primavera della Pro) inserisce alcuni ragazzi del settore giovanile, tra cui Gerbi, classe 2000. In un campionato come la Serie C, dove la presenza di giovani prodotti del vivaio é fondamentale, la maturazione di questi giocatori potrebbe rivelarsi particolarmente utile per la Pro.

Smaltita la delusione per la retrocessione dello scorso anno e la mancata riammissione in Serie B, la squadra del vulcanico presidente Secondo é riuscita a ripartire con il piede giusto, vincendo una partita in trasferta ad Albissola e battendo anche la Carrarese. La presenza di molti elementi presenti anche il Serie B, come capitan Mammarella, Berra e Germano e la probabile maturazione di giocatori come Morra e Da Silva, unita alla presenza di un allenatore che conosce l’ambiente come Grieco, rendono la Pro una squadra in grado di lottare per la zona play-off. Il sogno è quello di ripetere la stagione 2013-14, in cui la Pro di Scazzola riuscì a tornare immediatamente in Serie B, ma la presenza di molte squadre di livello (Novara, Alessandria, Juventus u23, Pisa e Siena su tutte) rendono questo campionato di Serie C particolarmente equilibrato e aperto a ogni pronostico. Donato D’Auria

Last Updated on Sunday, 14 October 2018 10:12
 
Thibaut Pinot come Jalabert: é re a Superga e a Como PDF Print E-mail
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Saturday, 13 October 2018 15:54

Torino - Ventuno anni dopo il successo di Laurent Jalabert, la Marsigliese torna a suonare sul podio del Giro di Lombardia: Thibaut Pinot, infatti, si é aggiudicato la “Classica delle Foglie Morte” al termine di un’azione spettacolare, cominciata sul Muro di Sormano (a cinquanta chilometri dal traguardo di Como) e continuata sul Civiglio, dove il ventottenne originario della Borgogna ha staccato un Vincenzo Nibali tornato ai massimi livelli dopo la caduta del Tour ma non ancora in grado di reggere alle potenti accelerazioni di quello che, per tutti, è “il francese che ama l’Italia”. Pinot, infatti, ha più volte dichiarato di preferire il Giro d’Italia al Tour de France e di essere desideroso di acquistare una casa in Salento o in Toscana, dove spesso trascorre le vacanze. In Italia, però, il francese viene anche per correre e per vincere, tanto che questo successo segna un passaggio di consegne: il ciclismo ha trovato un corridore sotto i trent’anni in grado di vincere delle classiche e di essere competitivo mei Grandi Giri, proprio come Nibali e Valverde, entrambi corridori decisamente esperti.

La settimana perfetta di Pinot, tuttavia, era iniziata già mercoledì pomeriggio, quando il francese ha conquistato l’edizione numero 99 della Milano-Torino, cogliendo un altro successo che alla Francia mancava dal 1997 quando, guarda caso, a vincere fu lo stesso Jalabert. La corsa più antica del mondo (si disputò per la prima volta nel 1872, anche se da allora le interruzioni furono moltissime), che dal 2012 termina di fronte alla Basilica di Superga si è confermata una classica molto ambita dai corridori, desiderosi di “studiarsi” in vista del Lombardia ma anche di centrare un successo in una delle poche corse riservate ai soli scalatori. Pinot é stato anche fortunato nell’approfittare della caduta del suo compagno di squadra Gaudu e del colombiano Lopez, che si sono “agganciati” a poco più di un chilometro dall’arrivo, spianando la strada al transalpino, che ha preceduto di circa dieci secondi lo stesso Lopez, che poteva bissare il successo ottenuto nel 2016. Terzo posto per il neocampione del mondo, Alejandro Valverde, parso in difficoltà nell’ultima parte dell’ascesa, mentre quarto é giunto un ottimo Mattia Cattaneo, primo degli italiani.

Negli ultimi anni, dunque, la Milano-Torino è riuscita a ricostruirei uno spazio all’interno del panorama ciclistico internazionale, tornando ad essere una corsa importante. Il prossimo anno si svolgerà l’edizione numero 100 e sarebbe bellissimo avere ai nastri di partenza un numero maggiore di corridori di alto profilo, anche se sarà molto difficile fare ancora meglio di così, considerata la finestra di calendario in cui si svolge la corsa. Confermata, inoltre, anche la crescita del Gran Piemonte (ex Giro del Piemonte), che quest’anno ha visto un inedito arrivo di fronte alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e una bella partenza dalla Reggia di Racconigi. In una corsa dominata dalla pioggia e riservata ai velocisti, è stato bravo a spuntarla Sonny Colbrelli, potente corridore del Team Bahrain Merida, che ha preceduto Florian Sénéchal della Quick Step e Davide Ballerini dell’Androni. Un successo ottenuto con queste condizioni metereologiche rappresenta un bel punto di partenza per Colbrelli, che il prossimo anno vorrebbe diventare competitivo nelle classiche del Nord, con particolare attenzione rivolta alla Parigi-Roubaix. Donato D’Auria

Last Updated on Saturday, 13 October 2018 16:21
 
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