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Parte da Dusseldorf il Tour de France delle polemiche PDF Print E-mail
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Wednesday, 05 July 2017 12:18

Parte da Dusseldorf il Tour de France delle polemiche

Liegi - Il Tour de France ha vissuto un inizio bagnato è abbastanza drammatico. La prima tappa della Grande Boucle (una cronometro di quattordici chilometri nel centro della città tedesca di Düsseldorf) resterà nella storia per la spaventosa caduta che ha estromesso dalla corsa Alejandro Valverde. Il corridore marciano, giunto al Tour come "gregario di lusso" di Nairo Quintana, é scivolato rovinosamente in una curva, finendo contro delle transenne e rompendosi una rotula. In attesa dei tempi di recupero dello spagnolo, il direttore sportivo della Movistar, Eusebio Unzue, dovrà cambiare completamente la strategia di gara della sua squadra, che sarà costretta ad inseguire fin dall'inizio Chris Froome.

Da un certo punto di vista, infatti, la corsa per la maglia gialla di é già delineata. Sono bastati 14 km a cronometro al britannico della Sky per distanziare tutti i suoi avversari. Richie Porte ha pagato 35", Quintana 36", Contador 42", il nostro Fabio Aru e il francese Bardet 40". Fin dalla quinta tappa, quella con l'arrivo posto in cima alla Planche del Belles Filles, dunque, i pretendenti per la vittoria finale dovranno attaccare per provare a mettere in crisi Froome.  Questo Tour, in ogni caso, non presenta molte tappe con arrivo in salita (solo tre), ma saranno molte le tappe "miste" che premieranno i corridori coraggiosi, come Aru e Bardet, mentre Froome, non un maestro nella tattica, dovrà difendersi.

In un Tour così difficile da interpretare, bisognerà stare attenti anche alle sorprese, tra le quali potrebbe figurare la prima maglia gialla, Geraint Thomas. Il gallese, ritiratosi al Giro a causa di una caduta, ha confermato la buona condizione mostrarti nell'arco di tutta la stagione e ha vinto la prima tappa. Non é detto che, anziché fare il gregario di Froome, provi a costruirsi un buon piazzamento nella classifica generale. I fari degli appassionati francesi sono puntati anche su Thibaut Pinot, che dopo il quarto posto al Giro d'Italia punta a fare incetta di tappe di montagna per aggiudicarsi la maglia a pois di miglior scalatore.

Questa vigilia di Tour de France é stata segnata anche dalle polemiche. Pochi giorni prima della partenza, infatti, é stato trovato positivo all'Epo il portoghese André Cardoso, gregario di Alberto Contador. Dopo la crono, poi, il team francese Fdj ha accusato la Sky di aver utilizzato dei body illeciti per beneficiare di un migliore effetto aerodinamico. I tecnici francesi hanno  dimenticato un dettaglio importante: in una cronometro di 14 km, più che i centesimi derivati dal body, conta molto di più la condizione atletica. Luigi M. D'Auria

 
Jakob Fuglsang vince il Giro del Delfinato con un grande attacco da lontano PDF Print E-mail
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Saturday, 24 June 2017 21:10

Jakob Fuglsang vince il Giro del Delfinato con un grande attacco da lontano

Plateau de Solaison - Nonostante uno sforzo immane, Jakob Fuglsang é riuscito a compiere la sua personale impresa. Grazie ad un attacco da lontano, é riuscito a conquistare l'ottava tappa del Giro del Delfinato, nonché la classifica finale di questa corsa che ogni anno vede ai nastri di partenza molti biglietti del ciclismo mondiale, desiderosi di affinare la preparazione in vista del Tour de France, che prenderà il via da Düsseldorf a luglio.

Nonostante il Delfinato sia una corsa prestigiosa, non si puó certo dire che sia al livello del Tour, pertanto i corridori pensano più a svolgere dei test agonistici che delle vere e proprie gare, dimenticandosi molto spesso della tattica e dando vita a tappe molto spettacolari. É stato il caso della sesta tappa in cui, sulla dura salita del Mont du Chat (che sarà affrontata anche al Tour de France), quasi tutti i capitani hanno provato un attacco. Proprio in questa occasione si é messo in mostra Fabio Aru, che ha fatto la differenza in salita e poi, dopo essere stato ripreso in discesa, ha aiutato Fuglsang a battere allo sprint Chris Froome e Richie Porte.

La tattica di squadra dell'Astana si é rivelata vincente anche nell'ottava e decisiva  tappa, in cui gli "azzurri" hanno movimentato la corsa fin dalle prime salite di giornata. É stato di nuovo Aru, poi, a lanciare Fuglsang verso una nuova vittoria di tappa, che gli ha consentito di scipppare la maglia gialla a Porte, che si è messo in luce a cronometro ma che non é parso ancora al cento per cento nelle tappe di montagna, al contrario di Aru e Fuglsang, che saranno entrambi capitani dell'Astana al Tour (dove saranno aiutati anche dal giovane colombiano Lopez, vincitore della Milano-Torino dell'anno scorso).

Alcuni corridori, invece, non si sono presentati al meglio al via del Giro del Delfinato: é stato il caso di Chris Froome, che ha fornito prestazioni altalenanti, finendo fuori dal podio per la prima volta dal 2013. L'inglese ha confermato, dunque, le prestazioni non ottimali delle corse di primavera, e probabilmente arriverà al Tour meno sicuro rispetto alle passate edizioni. Molto indietro di condizione, invece, Alberto Contador, che dovrà lavorare duro per presentarsi al meglio alla partenza del Tour. Da verificare, invece, la condizione di Romain Bardet, che come al solito non si é esposto eccessivamente  nelle corse di preparazione alla Grande Boucle.

Sarà interessante verificare se (come avvenuto negli ultimi due anni) le impressioni colte al Giro del Delfinato sulla condizione dei corridori saranno valide come il Tour de France o se qualche corridore riuscirà a migliorare la sua condizione. Fuglsang, dal canto suo, spera di riuscire ad essere così competitivo anche in una corsa di tre settimane. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Tuesday, 27 June 2017 18:21
 
Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia PDF Print E-mail
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Sunday, 11 June 2017 14:02

Dopo quattro anni gli Europei Juniores di atletica tornano in Italia

Grosseto - Manca poco più di un mese all'inizio dei campionati Europei Juniores 2017, che si svolgeranno a Grosseto. L'Italia, dunque, torna ad ospitare una rassegna continentale quattro anni dopo gli Europei Juniores del 2013, che si disputarono allo Stadio Raul Guidobaldi di Rieti. Dal 20 al 23 luglio della prossima estate, invece, il teatro delle gare sarà un altro luogo simbolo dell'altletica italiana: lo Stadio Carlo Zecchini di Grosseto, dove si disputarono i Mondiali Juniores del 2004, edizione in cui si mise in mostra Andrew Howe, vincitore dei 200 metri, e gli Europei Juniores del 2001.

Viene premiato, dunque, lo sforzo organizzativo della Fidal, che ha portato in Italia una rassegna continentale per la seconda volta in quattro anni, ma anche delle amministrazioni locali di Grosseto, città non molto grande ma decisa a sfruttare questo importante evento anche come vetrina di promozione turistica del territorio. Anche gli impianti di Casa Mora, a Castiglione della Pescaia, saranno coinvolti nella manifestazione come impianti di allenamento. Pochi giorni fa, inoltre, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del campo scuola "Bruno Zauli", che sarà sede del riscaldamento ore gara degli atleti.

Sono stati realizzati anche diversi lavori di adeguamento allo Stadio Zecchini, soprattutto per aumentare l'elasticità delle pedane e per adeguare la pista agli standard internazionali imposti dalla Federazione Europea, decisamente più esigente rispetto al 2004. Tutti i lavori, in ogni caso, saranno terminati almeno con un anticipo minimo rispetto all'arrivo degli atleti a Grosseto. Proprio la logistica sarà uno degli aspetti su cui gli organizzatori dovranno concentrarsi maggiormente. Grosseto, infatti, non dispone di un aeroporto, e dunque volontari e personale della Fidal dovranno essere bravi a gestire il flusso di dirigenti, atleti, tecnici e accompagnatori che arriveranno in Italia, soprattutto negli aeroporti di Roma e Firenze.

Dal punto di vista tecnico, non mancano gli atleti italiani in grado di ottenere buoni risultati. Atleti come Filippo Tortu (anche se la sua presenza non é così scontata dopo l'infortunio patito a Roma subito dopo il Golden Gala) e Marta Zenoni possono puntare ad una medaglia. Il Responsabile per le rappresentative giovanili, Stefano Baldini, insieme a Gabriella Dario, che sarà a Grosseto in veste di capitano degli azzurrini, e Luciano Gigliotti, hanno sponsorizzato un maxi raduno per selezionare i convocati alla rassegna continentale. Agli "Azzurrini" é chiesto di provare a migliorare i propri tempi, acquisendo anche maggiore esperienza in campo internazionale. La vittoria nell'incontro con Francia e Germania, disputatosi ad Halle in primavera, rappresenta uno stimolo a far bene e a non aver paura di confrontarsi con i millecinquecento atleti che arriveranno da ogni angolo d'Europa. Luigi M. D'Auria

 
Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala PDF Print E-mail
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Wednesday, 14 June 2017 20:50

Grande atletica e qualche lampo italiano al Golden Gala

Roma - 20.34. Con questo buon tempo Filippo Tortu é entrato, dalla porta principale, nel mondo dello sprinter di alto livello. Appena entrato nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, Tortu si é lasciato alle spalle un inverno complicato (in cui ha accusato qualche problema fisico) conquistando il minimo per i Mondiali di Londra della prossima estate. Il merito principale di Tortu, che non correva i 200 da due anni, é stato quello  di non aver tremato di fronte ad atleti molto più quotati di lui, come Lemaitre e De Grasse. A parte il canadese, che ha chiuso in 20.01, tutti gli altri sono parsi non ancora al meglio, consentendo a Tortu di accarezzare il sogno del podio fino a venti metri dalla fine. Ora la priorità per lo sprinter milanese é quella di recuperare da un infortunio (le cui dinamiche non sono state chiarite) patito poco dopo il Golden Gala, che non dovrebbe consentirgli di partecipare agli Europei Juniores di Grosseto.

Lo spettacolo del  trentasettesimo Golden Gala, tuttavia, non si é limitato ai 200 metri maschili. In un Olimpico molto affollato dai tifosi della grande atletica, infatti, non sono mancate le gare di elevato tasso tecnico. Nei 100 metri femminili, ad esempio, l'olandese Dafne Schippers é tornata a sconfiggere le sprinter giamaicane e statunitensi dopo alcuni mesi di crisi. Ottimo anche il livello tecnico dei 3000 siepi maschili, dove la gara veloce ha aiutato due italiani, Abdoullah Bamoussa e Yohannes Chiappinelli, di raggiungere il minimo per i Mondiali di Londra (risultato non scontato per i nostri azzurri). Emozionante anche la gara degli 800 metri maschili, dove la lepre designata, Nijel Amos, ha guadagnato un grande vantaggio sugli altri partecipanti, sfruttando una gara tattica e infiammando il pubblico di Roma. Il potente sprint del polacco Kszczot, però, ha posto fine aI suoi sogni di gloria a cinquanta metri dalla fine.

I  buoni risultati di alcuni azzurri, tuttavia, non devono far dimenticare che i nostri atleti, a livello internazionale, fanno ancora fatica ad imporsi. Anche il tempo di Tortu, splendido per gli standard cui sono abituati i nostri tifosi, non vale ancora una finale di livello mondiale. Diversi atleti, poi, devono ancora crescere se vogliono ottenere dei buoni risultati ai Mondiali. É il caso di Alessia Trost, ferma alla misura di 1.91 nell'alto, molto lontana dalla vincitrice, la russa Maria Kuchina. L'atletuca italiana, però, può consolarsi con il Golden Gala, evento che, nonostante la crisi della nostra atletica, riesce a conformarsi in Diamond League. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Wednesday, 14 June 2017 21:35
 
Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio PDF Print E-mail
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Saturday, 10 June 2017 20:51

Tanti giovani in vista al 58esimo Trofeo Bonfiglio

Milano - Il Trofeo Bonfiglio si conferma uno degli appuntamenti più importanti del circuito internazionale Itf Junior, riservato ai giocatori unger 18. Anche nella loro cinquantottesima edizione, infatti, gli Internazionali d'Italia Junior sono stati classificati come uno dei pochi tornei "Grade A" del circuito internazionale. I migliori giocatori del circuito, pertanto, erano impegnati sui campi del tennis Club Milano "Alberto Bonacossa" per disputare un torneo che anticipa di una sola settimana l'inizio del Roland Garros junior.

Nel torneo maschile, il titolo é andato in Australia grazie al successo del classe 1999 Alexey Popyrin, numero venticinque del ranking Itf e quattordicesima testa di serie. L'australiano non ha avuto un percorso facile verso la finale, nonostante abbia evitato l'incontro con il primo favorito del seeding, il cinese Wu, subito eliminato. Popyrin, infatti, ha battuto in tre set sia l'argentino Axel Geller , numero 42 al mondo,  che l'austriaco Rodionov, settima testa di serie. La finale, tuttavia, é stata più facile del previsto, dato che il serbo Milanovic, quindicesima testa di serie, non é riuscito a contrastere i colpi potenti dell'australiano, perdendo con il punteggio 6-2 6-4.

Grande sorpresa nel torneo femminile, dove il torneo é stato vinto dalla russa Rybakina, non accreditata di alcuna testa di serie all'inizio del torneo. La potente tennista, letteralmente esplosa nel corso del torneo milanese. Sotto i suoi colpi potenti e precisi, infatti, sono crollate tenniste molto accreditate, come l'americana Douglas e la svizzera In-Albon, eliminata in semifinale in rimonta. La Rybakina, poi, é stata brava a rimontare anche in finale, dove ha sfidato la polacca Iga Swiatek, autrice di un torneo regolare. Dopo un primo set perso malamente, la Rybakina si é ripresa, riuscendo a colpire con maggiore efficacia e chiudendo il match al terzo.

Purtropp questa edizione del Bonfiglio non ha visto protagonisti i giovani tennisti azzurri, parsi ancora non pronti per confrontarsi con i migliori giocatori di categoria del mondo. Soprattutto nel settore maschile, tuttavia, l'età media dei tennisti  ai vertici del ranking mondiale si é alzata in maniera esponenziale (mentre nel tennis femminile c'é ancora spazio per giovani sorprese, come quella della Ostapenko a Roland Garros). Nel circuito junior, dunque, più che i risultati contano i miglioramenti tecnici e caratteriali dei tennisti. Formare tennisti pronti per il grande salto nel professionismo, dunque, dovrebbe essere l'obiettivo principale dei tecnici. Donato D'Auria

 
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