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Il Foggia piega il Catanzaro e aggancia la vetta del gruppo C di Lega Pro PDF Print E-mail
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Saturday, 26 November 2016 11:44

Il Foggia piega il Catanzaro e aggancia la vetta del gruppo C di Lega Pro

Foggia - Il Foggia ha sconfitto 1-0 il Catanzaro, ma la vera vincitrice della contesa é stata la nebbia. La serata di domenica 20 novembre, infatt, sarà ricordata dai foggiani come una delle più nebbiose degli ultimi anni, tanto che era difficile vedere una delle porte dagli spalti dello Stadio Zaccheria. La squadra di Stroppa, peró, é riuscita a non perdere la bussola, scardinando la difesa chiusa del Catanzaro con un gol di Sarno, arrivato in un momento in cui vedere la porta, per gli ottomila presenti allo Zaccheria, era praticamente impossibile.

Per il Foggia la gara contro il Catanzaro era una di quelle da non sbagliare. Il Lecce, infatti, aveva sconfitto a Castellammare la Juve Stabia, agganciando la squadra campana al primo posto. Un pareggio o, ancora peggio, una sconfitta avrebbero lasciato i Satanelli al terzo posto provvisorio. Il Catanzaro, dal canto suo, era venuto a Foggia con l'idea di deifendersi, cercando un pareggio esterno importante in ottica salvezza diretta.

Dal primo minuto, pertanto, la gara ha proposto un canovaccio classico degli incontri "testacoda": il Foggia caricava a testa bassa alla ricerca del gol, mentre il Catanzaro si difendeva con ordine cercando di chiudere tutti gli spazi. Al 20' minuto, poi, calava la nebbia e il match diventava molto più fisico, ma non cambiava lo spartito tattico della partita. Dopo il riposo, il Foggia riusciva, finalmente, a trovare il gol con Sarno. Da quel momento, pochi sussulti erano in grado di scuotere il pubblico: il Foggia si accontentava di quanto fatto fino a quel momento, mentre il Catanzaro, ferito anche dal punto di vista mentale, faticava a trovare la via della porta difesa da Guarna.

Dopo tre pareggi consecutivi, dunque, la squadra di Stroppa é riuscita trovare la vittoria. Passa in secondo piano, dunque, la sconfitta patita in Coppa Italia contro il Matera. Dopo il successo della scorsa edizione il Foggia ha preferito concentrarsi sul Campionato. Scelta più che legittima, se si considera che solo la prima classificata é certa dell'amore promozione, perché i play-off saranno una vera e propria lotteria in cui 24 squadre si sfideranno per un unico posto in Serie B.

Come affermato dallo stesso Stroppa in conferenza stampa, questo Foggia sta iniziando ad assimilare le sue idee di gioco, giocando un calcio meno spettacolare di quello di De Zerbi ma, almeno nelle premesse, più concreto. L'organico, se possibile, é migliorato rispetto alla scorsa stagione e le premesse per tornare in Serie B ci sono tutte. Tuttavia, la squadra di Stroppa deve ancora migliorare dal punto di vista della continuità (non é ammissibile, infatti, alternare filotti di vittorie ad altri di pareggi) e della lucidità. Nelle ultime partite, infatti, la squadra pugliese ha commesso molti errori sotto porta o dal dischetto. Errori da cancellare, se questo gruppo vuole davvero diventare grande. Donato D'Auria

Giovanni Stroppa dopo Foggia-Catanzaro

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Thursday, 15 December 2016 14:47
 
Iniziata ad Andria la quarta edizione del torneo Atp Challenger PDF Print E-mail
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Saturday, 19 November 2016 21:33

Iniziata ad Andria la quarta edizione del torneo Atp Challenger

Andria (Bat) - Per il quarto anno consecutivo, si svolgerà ad Andria l'unico torneo internazionale di tennis su superficie veloce del meridione d'Italia. Confermato il montepremi di 42.500 euro e la location della manifestazione, ossia il Palazetto dello Sport di Viale Germania, unito come al solito alla palestra di Via delle Querce. Grazie al lavoro degli organizzatori (guidati dal direttore del torneo Enzo Ormas), il torneo é diventato un punto di riferimento del calendario autunnale dei tornei ATP Challenger.

Per coinvolgere maggiormente il pubblico, soprattutto nelle partite mattutine delle giornate infrasettimanali, gli organizzatori hanno deciso di stipulare una convenzione con il provveditorato agli studi, garantendo a diversi studenti delle locali scuole superiori delle ore di alternanza scuola-lavoro e  dando la possiiblità a diversi ragazzi di assistere alle partite , anche in orario scolastico. Come nelle scorse edizioni, l'ingresso sarà gratuito per tutta la durata della manifestazione, cosa che non accade in molti tornei Challenger.

Per quanto riguarda il lato puramente agonistico del torneo, fari puntati sullo spagnolo Tommy Robredo, ex numero 5 del mondo, che sta provando a rientrare dopo un lungo infortunio. Dopo essere stato eliminato in semifinale nel torneo di Brescia, Robredo avrà tutta la giornata di Domenica 20 novembre per raggiungere Andria, in tempo per l'inizio del tabellone principale, che partirà lunedì 21. Altri possibili protagonisti  sono lo svizzero Chiudinelli, il ceco Rosol e l'ucraino Stakhowski, tutti in cerca di riscatto dopo un 2016 negativo.

Tra i giovani italiani, potrebbero ben figurare Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini (entrambi in un ottimo momento di forma), ma il pubblico di casa sarà tutto per il tennista di Bisceglie Matteo Pellgrino, classe 1997, che ha disputato un grande 2016, diventando a tutti gli effetti un giocatore professionista. Tra i più esperti, potrebbero fare bene Salvatore Caruso e Luca Vanni, a patto che riescono a recuperare dalle fatiche del torneo di Brescia, in cui sono stati entrambi protagonisti fimo alle battute finali.

Nel frattempo, sono anche cominciati gli incontri del tabellone di qualificazione, che vede 29 atleti pronti a contendersi quattro posti nel tabellone principale. Tra i tennisti azzurri, gli unici due giocatori in grado di superare il primo turno sono stati Lorenzo Frigerio (tornato da un grave infortunio decisamente più incisivo nei tornei di singolo) e Luca Pancaldi. É iniziata ufficialmente, dunque, la quarta edizione di questo splendido torneo, che porterà il grande tennis ad Andria fino al 27 novembre. Donato D'Auria

 
Tante salite e cronometro nel percorso del Giro d'Italia numero 100 PDF Print E-mail
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Saturday, 12 November 2016 13:44

Tante salite e cronometro nel percorso del Giro d'Italia numero 100

Milano - Martedì 25 ottobre é stato presentato, presso il Palazzo del Ghiacciodi Milano, il Giro d'Italia numero cento. Gli organizzatori di RCS Sport, azienda passata da poco nelle mani di Urbano Cairo, hanno deciso di allestire un percorso molto difficile, per portare ai nastri di partenza i più grandi scalatori del mondo. Non mancheranno, inoltre, due cronometro abbastanza lunghe, che strizzano l'occhio a corridori con caratteristiche simili a quelle di Chris Froome, vero e proprio "sogno proibito" dello staff di RCS Sport, guidato da Paolo Bellino.

Il Giro, dopo nove anni, tornerà in Sardegna. Come nove anni fa, l'isola ospiterà le prime tre tappe della Corsa Rosa, ma questa volta saranno tutte in linea. La "Grande partenza", infatti sarà posta  ad  Alghero da cui partirà una tappa per scattisti con arrivo ad Olbia. Il giorno seguente, ci sarà un'altra tappa movimentata con arrivo a Tortolì, da cui poi partirà una tappa per velocisti puri, che si concluderà nel centro storico di Cagliari.

Il primo giorno di riposo servirà alla carovana per spostarsi in Sicilia, dove ci saranno due frazioni di gara: una da Cefalù al Rifugio Sapienza (vicino all'Etna) e una per velocisti con arrivo a Messina. Di lì, i "Girini" risaliranno la penisola toccando Terme Luigiane, Alberobello, Peschici e la Majella, dove ci sarà un arrivo in quota al Blockhaus. Dopo il secondo giorno di riposo, la corsa si sposterà in Umbria per una lunga cronometro individuale (che partirà da Foligno e arriverà a Montefalco), per poi omaggiare Gino Bartali con una tappa impegnativa che partirà da Ponte a Ema e arriverà a Bagno di Romagna. Poi, finalmente, spazio ai  velocisti, con due tappe che arriveranno a Reggio Emilia e Tortona. Prima dell'ultimo giorno di riposo ci sarà spazio per un omaggio a Fausto Coppi: la quattordicesima tappa, infatti, partirà dalla sua Castellania e arriverà ad Oropa. Infine, tappa enigmatica da Valdengo a Bergamo  che potrebbe aiutare gli attacacanti ma anche alcuni uomini di classifica in cerca di riscatto.

Gli ultimi sei giorni di gara saranno ancora più palpitanti. Dopo il riposo, infatti, i corridori si sobbarcheranno Mortirolo, Stelvio e Giogo di Santa Maria (versante svizzero dello stesso Stelvio) nella Rovetta-Bormio. Dopo una tappa per scattisti con arrivo ad Canazei ci sarà il classico "tappone dolomitico", con partenza da Moena e arrivo ad Ortisei, passando per passi celebri come Pordoi, Gardena e Valparola. Dulcis in fundo, un arrivo in salita a Piancavallo (dove saranno ricordate le imprese di Marco Pantani), un'ultima giornata di montagna ad Asiago e la cronometro finale da Monza a Milano.

Sarà, in sostanza, un Giro durissimo, che obbligherà i partecipanti ad essere costanti dal primo all'ultimo giorno. Secondo il nostro esperto e collaboratore Luigi Magnani, vincerà il corridore più regolare nel'arco della manifestazione, capace di andare molto forte in salita  e a cronometro. Tra i corridori più esperti, sarebbero favoriti sulla carta Contador, Froome, Valverde e Nibali, mentre tra i più giovani potrebbero dire la loro Thibault Pinot, i gemelli Yates e Diego Rosa, nel caso Fabio Aru decidesse di puntare di nuovo sul Tour de France (anche se il sardo sembra deciso a giocarsi tute le sue carte nella Corsa Rosa).

In attesa di scoprire chi saranno i protagonisti, sarà interessante scoprire come finirà la battaglia sui diritti televisivi della Corsa Rosa. Urbano Cairo, infatti, vuole aumentare  i ricavi del Giro in maniera sostanziosa (passando dai 25 milioni attuali a 100 nel giro di pochi anni) e per farlo potrebbe anche decidere di iniziare un braccio di ferro con la Rai, sostenendo una cordata presieduta dalla "sua" La7, magari aiutata da un canale satellitare sportivo come Eurosport. Luigi M. D'Auria

 
Potito Di Muro, ex campione italiano dei pesi piuma, si racconta PDF Print E-mail
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Saturday, 12 November 2016 20:36

Potito Di Muro, ex campione italiano dei pesi piuma, si racconta

Torino - Domenica 6 novembre il Comitato Piemonte-Valle d'Aosta ha festeggiato i cent'anni della Federazione Pugilistica Italiana. La festa, andata in scena presso la Palestra Baroni, sita a Torino in Via Spoleto, è stata una grande occasione per riunire campioni del passato ma anche del presente, per la gioia degli appassionati della "Nobile Arte". Erano presenti, infatti, tutti i campioni italiani piemontesi e valdostani della storia. Presente il Presidente del CONI piemontese Porqueddu e l'assessore allo sport del comune di Torino Finardi

La premiazione, come era facilmente immaginabile, si è protratta per oltre tre ore. Ognuno, infatti, ha raccontato ai duecento spettatori presenti diversi aneddoti, che si sono poi moltiplicati nel corso della grigliata che ha seguito la premiazione. Tra un racconto e l'altro, nel corso della serata, i presenti hanno potuto ricordare o conoscere tutta la storia della boxe piemontese (vera e propria fucina di campioni italiani) e, in un certo senso, di quella nazionale.

Nel corso della serata, la nostra redazione ha potuto incontrare Potito Di Muro, pugile originario di Ascoli Satriano (cittadina in Provincia di Foggia), ma torinese d'adozione da quarant'anni. Classe 1954, Potito ha ottenuto importanti risultati da dilettante, ma nel corso della serata Potito é stato ricordato per essere stato il quarantunesimo campione italiano dei pesi piuma. Mantenne la corona dal 5 settembre del 1979, quando sconfisse il sardo Caredda al Forte Village di Santa Margherita di Pula, al 26 dicembre dello stesso anno, quando fu sconfitto a Lugo dal pugile locale Alfredo Mulas. Chiuse la sua carriera da professionista nel 1983, con un bilancio di 14-13-7.

Oggi Potito é ancora appassionato di pugilato e lavora ancora nel mondo dello sport: vende articoli sportivi vicino allo Stadio Olimpico. Come detto in precedenza, però, non dimentica il suo primo amore. Grazie al suo marchio "Titus Boxe" segue ancora diversi giovani pugili, accompagnandoli nel loro percorso di crescita. Per lui, cresciuto con metodi di allenamento tradizionali, la base dell'allenamento di un buon pugile é costituita ancora oggi da un'ora di corsa e da tre riprese di corda in palestra.

Non tutti, però, sono d'accordo e seguono questi allenamenti. Secondo Potito, diversi ragazzi dotati di perdono perché sono male consigliati dai loro tecnici e pertanto si perdono troppo in fretta. Potito, comunque, va avanti per la sua strada, aiutando anche un ragazzo detenuto a seguire la sua passione. Per lui, al di là dei pregiudizi, il pugilato può avere un grande valore formativo. Luigi M. D'Auria.

Potito Di Muro premiato dall'assessore allo sport Roberto Finardi

(Foto: Sebastiano Spina)

Last Updated on Sunday, 13 November 2016 08:32
 
Un rotondo 5-1 al Cagliari mantiene il Torino nelle zone alte della classifica PDF Print E-mail
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Friday, 11 November 2016 21:36

Un rotondo 5-1 al Cagliari mantiene il Torino nelle zone alte delle classifica

Torino - L'anticipo delle ore 18 della dodicesima giornata di Serie A 2016-2017 é stato una grande festa granata. Il Toro, infatti, ha letteralmente annichilito un Cagliari mai in partita, rimasto con testa e gambe in Sardegna. La squadra di Mihajlovic ha tenuto, quindi, il passo con le dirette rivali per la corsa all'Europa League, confermandosi il secondo attacco della Serie A dietro l'iper-prolifica Roma di Spalletti.

Pronti via e il Torino passa subito in vantaggio grazie ad un gol da rapace d'area di Belotti, che approfitta di una sbandata (non sarà l'ultima) della difesa sarda. Dopo pochi minuti, un tiro sporco di Ljajic letto male da Storari si trasforma quasi a sorpresa nel raddoppio del Torino. Complice un Cagliari assente, la squadra di Mihajlovic gioca un calcio molto offensivo, grazie ad una buona circolazione di palla a centrocampo, alla spinta dei terzini (soprattutto Barreca) ma soprattutto al trio offensivo Belotti-Falque-Ljajic. I tre, dopo un inizio di campionato segnato da diverse difficoltà, hanno decisamente cambiato passo, diventando uno dei reparti offensivi più temuti del campionato.

Nel finale del primo tempo, peró, il Toro era vittima di una delle "solite" amnesie difensive, causate più che altro dalla disattenzione del pacchetto difensivo. Nonostante il terzo gol del Torino, realizzato da Benassi, la squadra granata rischiava più volte di prendere gol, a causa di alcune papere sfiorate da Hart e di alcune disattenzioni dei difensori. Il gol di Melchiorri, dunque, era quasi scontato.

Nell'intervallo, peró, Mihajlovic ridava la giusta carica ai suoi che tornavano in campo concentrati e decisi a rimettere la partita in ghiaccio. Dopo pochissimi minuti, dunque, Baselli ridava al Torino un vantaggio di tre gol. Da quel momento, il Cagliari scompariva definitivamente dal campo, lasciando al Torino la possibilità di fare accademia, facendo divertire gli spettatori presenti all'Olimpico. Nella seconda frazione, diventa protagonista Iago Falque, bravo a cercare il gol con insistenza (mettendosi anche a servizio dei compagni) e altruista nel lasciare il rigore del 5-1 a Belotti. Nonostante qualche brivido, il Gallo é riuscito a sbloccarsi anche dagli undici metri.

Al Torino non mancano, tuttavia, margini di miglioramento. La squadra di Mihajlovic, infatti, non ha ancora risolto il problema delle continue disattenzioni difensive, che hanno fatto perdere diversi punti al Torino, soprattutto contro le squadre medio-piccole. Inoltre, in trasferta i Granata non riescono ad esprimere il loro miglior calcio: un problema da risolvere, soprattutto perché il Torino giocherà diverse partite chiave in trasferta (come quelle contro Roma e Fiorentina). Inoltre, diversi giovani devono ancora migliorare dal punto di vista della continuità. Giocatori come Baselli, Benassi e Barreca sono il futuro, ma anche il presente del Torino. Continuando ad alternare prestazioni superlative a giornate storte non potranno far fare il salto di qualità definitivo alla squadra di Sinisa Mihajlovic. Donato D'Auria.

 
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