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Le donne della Forestale PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Thursday, 19 September 2013 12:55

Le donne della Forestale

Quella di domenica 13 febbraio 1992 è stata una giornata storica per i G.S. Forestale a soli due anni dalla formazione della sezione femminile, le atlete dell’unico gruppo sportivo militare ad avere accolto le donne nei propri ranghi hanno conquistato un prestigiosissimo titolo nazionale di cross. Va ricordato che già l’anno scorso queste atlete erano giunte molto vicine a tale obiettivo, che avevano mancato di pochissimo. Questo titolo dimostra la saggezza della decisione presa a suo tempo dal G.S. Forestale, presieduto dal Generale Silvano Landi e dovrebbe servire da stimolo anche ad altri gruppi sportivi militari, che, istituendo una sezione femminile risolverebbero problemi economici ed essenziali di molte atlete di vertice italiane, e in tal modo potrebbero contribuire al miglioramento del livello tecnico generale dell’atletica femminile del nostro Paese.

Due parole sulle protagoniste di questo evento storico. Ovviamente cominciamo da Maria Guida, atleta nata nel 1966 a Vico Equense (in provincia di Napoli), e allenata da Luciano Gigliotti. La Guida ha primati personali di 8:58.35 sui 3.000, di 15:36.98 sui 5.000, di 32:10.29 sui 10.000 e 2h38.13 in maratona. E’ una ragazza di indole mite, schiva e riservata, ma con grande carattere e determinazione, che sfodera soprattutto nell’attività agonistica.

Nadia Dandolo è nata nel 1962 a Borgoricco (in provincia di Treviso) ed è allenata da Claudio Valisa. E’ stata più volte in nazionale, e il suo miglior risultato con la maglia azzurra l’ha conseguito nel campionato mondiale di cross di Boston del 1992.   Nives Curti, ossolana venticinquenne, viene dalla corsa di montagna e attualmente è in forza appunto della sezione della corsa in montagna, per cui non usufruisce dei “discacchi” presso la sezione di Cittaducale.

Lucilla Andreucci, classe 1969, ha primati personali di 9:27.6 sui 3.000, di 16:38 sui 5.000 e di 34:37 sui 10.000. Romana verace, ha un carattere molto estroverso e impulsivo. Domenica 13 febbraio è stata penalizzata proprio dalla sua impulsività, ha perso terreno alla partenza, si è fatta prendere dallo sconforto e non è più riuscita a rimontare.

Per concludere, Maria Grazia Roberti, Bresciana di Burgnago, classe 1966, è anch’essa specialista di corse in montagna, ma si difende molto bene anche su strada: in montagna, ma si difende molto bene anche su strada: in maratona, che ha disputato una volta sola, vanta un buon 2h42:51.

Per concludere si devono citare le altre due atlete del gruppo, che però non hanno corso domenica 13 febbraio alle Capannelle.

Si tratta di Tullia Mancia, romana del 1968, attualmente ferma in seguito a un incidente stradale dello scorso settembre, e di Fabiola Paoletti, anch’essa romana, classe 1966, prossima mamma. Donato D’Auria

 
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