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Settimanale indipendente fondato e diretto da Donato D’Auria. Registrato presso il Tribunale di Torino il 7 ottobre 2011 n. 64

Libri sportivi

Luciano Sartirana incanta con il suo libro “Nel Settimo creò il Maracanà”

05 settembre 2014

Luciano Sartirana incanta con il suo libro “Nel Settimo creò il Maracanà”
“Una vera e propria enciclopedia sul calcio brasiliano e le sue storie”
Torino – Chissà come Luciano Sartirana avrebbe commentato il Mondiale di calcio 2014, che passerà alla storia per una sconfitta che ha distrutto un’intera nazione.

Proprio come il celebre “Maracanazao” che vide il Brasile sconfitto nei Mondiali del 1950 contro il forte, ma poco considerato, Uruguay di Schiaffino e Ghiggia, che riuscirono a trasformare 224.000 tifosi pronti a ballare samba in vere e proprie statue di pietra. Mi pongo questa domanda da quando ha letto un libro poco conosciuto quanto appassionante, edito dallo stesso autore (che dirige energicamente le Edizioni del Gattaccio), che racconta la storia di un popolo e di una nazione grazie allo sport che ha mandato in visibilio, emozionato, ma allo stesso tempo fatto piangere e disperare miliardi di persone da quando è stato inventato: il calcio.
Luciano Sartirana non è di sicuro un autore di best sellers internazionali, tuttavia, la sua narrazione ti conquista, dandoti l’impressione di essere sugli spalti di uno stadio festante o in un club di aristocratici che parlano solo inglese o, ancora, davanti ad un televisore a seguire le gesta di eroi di cui fino a un minuto prima ignoravi l’esistenza. Proprio questa è secondo me la forza di questo libro: trasforma un neofita che conosce a malapena il nome di qualche squadra brasiliana in un appartenente alla torcida del club ultimo in classifica del Campionato del Mato Grosso do Sul (non chiedetemi come Sartirana abbia raccolto così tante informazioni, visto che certe chicche storiche sono praticamente degli originali per la letteratura italiana). Certo si potrebbe anche parlare della precisione incredibile nel raccogliere dati, ma io penso che la cosa più importante per chi scrive un libro, se vuole scrivere un buon libro, sia appassionare in questo modo i propri lettori.
Il lettore compie così un viaggio nella storia del calcio brasiliano e del Brasile stesso, partendo dalla banchina di un piroscafo attraccato a San Paolo nel 1894, dal quale scese un ragazzo di buona famiglia che portò il calcio in Brasile, Charles Miller. Il viaggio prosegue nelle prime favelas, alla ricerca dei campioni del calcio del popolo, il futebol do vàrzea. Si vedono poi le gesta dei primi claque (campioni): Friedenreich e Leonidas. Il lettore arriva poi al Maracanazao del 1950, al primo Mundial vinto grazie ai gol di Pelé e alla poesia di un funambolo con una gamba più corta dell’altra, Garrincha. Il viaggio prosegue alla conquista del Mondiale messicano, massima espressione della Futebol Arte brasile ira, costruita dallo sfortunato Joao Saldanha. Si continua poi con la delusione del Mundial 1982, con la squadra di Falcao, Zico, con Socrates e la Democracia Corinthiana a movimentare il quadro politico. Il viaggio si conclude poi con la vittoria dei mondiale 1994 e 2002, senza dimenticare le stelle moderne di Ronaldinho, Ronaldo, Kaka e infine Neymar. Giusto per non farsi mancare niente il libro è arricchito con gli episodi più significativi della storia brasiliana ed è completato dalla storia della letteratura locale, con i titoli dei libri più significativi secondo Luciano Sartirana, che ci ha regalato, con “Nel settimo creò il Maracanà” un libro splendido, come la poesia del calcio brasiliano. Luigi M. D’Auria

 

(Foto: Sebastiano Spina)

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