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Settimanale indipendente fondato e diretto da Donato D’Auria. Registrato presso il Tribunale di Torino il 7 ottobre 2011 n. 64

Atletica

Otto medaglie azzurre e grande atletica agli Europei di Tallinn

12 luglio 2015

Otto medaglie azzurre e grande atletica agli Europei di Tallinn

Tallinn (Estonia) – Avviandoci verso il ristorante Amalfi (che è stato, insieme al “Pulcinella” e al Grill estone vicino allo stadio, il nostro punto di riferimento culinario di questo soggiorno estone) io e il mio compagno di viaggio Gigione Magnani incontriamo il direttore tecnico della nazionale italiana Massimo Magnani (solo omonimo, come già detto, del nostro collaboratore), cui riusciamo a strappare alcune dichiarazioni al volo. Il DT dichiara:” Sono soddisfatto. Avevo preventivato sette medaglie e ne sono arrivate otto, qui di posso guardare il bicchiere mezzo pieno, dato che molte cose stanno andando bene, ma su molte altre dobbiamo ancora lavorare tanto”. Non si può non concordare con il direttore tecnico, visto che le sue impressioni sono esatte mente le stesse di un cronista obbiettivo. Seduti al ristorante, invece, ci imbattiamo in Gaspare Polizzi, decano dei tecnici siciliani e non solo, visto che la sua carriera di allenatore è iniziata esattamente cinquant’anni fa e ha attraversato epoche gloriose della nostra atletica, come quella di Salvatore Antibo, allenato nel CUS Palermo proprio da Polizzi. Gaspare dichiara:”La gara di oggi è stata strana, perché Ala stava meglio di Osama, ma la medaglia l’ha presa quest’ultimo. Quei due non finiscono di stupirmi”. La gara in questione è quella dei 3000 siepi e Ala e Osama sono i gemelli Zoghlami, ultimi prodotti della scuola di atletica del CUS Palermo, giunti terzo e quarto dopo una bella prestazione che ha messo in luce a livello internazionale il loro talento. Bene anche il piemontese Italo Quazzola, che nonostante i problemi intestinali è arrivato quinto dopo aver fatto una gara di rimonta. Il bronzo di Osama non è stato, tuttavia, l’unico successo dell’Italia oggi, visto che è anche arrivato anche il secondo oro. La capitana della spedizione Alessia Trost ha, infatti, fatto sua la gara del salto in alto con un non eccezionale 1.90. Dietro di lei, a sottolineare come oggi si potesse saltare più in alto, la belga Thiam e l’Ucraina Herashenko alla quota di 1.87, mentre non arriva sul podio la favorita Mariya Kuchina, che inspiegabilmente si è fermata già a 1.76 dopo aver messo in mostra sì e no un centesimo del suo talento. La Trost, quindi, si avvicina ai Mondiali di Pechino con un po’ di serenità in più, ma dovrà ricordarsi, una volta arrivata in Cina, che misure come quella di oggi servono a poco se si vuole puntare in alto. Tra le staffette, archiviata la delusione 4×100 maschile (neanche arrivata in finale a causa di un cambio sbagliato malamente in batteria), si può festeggiare la 4×100 femminile (composta da Favaretto, Siragusa, Bongiorni e Herrera Abreu), che ottiene uno splendido argento, superata solo da una super Germania, davvero inarrivabile (sentiremo sicuramente parlare di questa nidiata di velociste teutoniche). Tante soddisfazioni, quindi, ma in un’analisi lucida non può mancare un po’ di sana critica. Infatti, anche oggi l’Italia non era rappresentata in troppe gare di alto livello, come quella del triplo maschile (dove il russo Chizikov sembra avere nelle gambe misure davvero importanti), quella dei 5000 femminili, dove è davvero andata in scena il futuro del mezzofondo europeo o il decatlon, dove l’olandese Braun ha centrato quota 8000 punti (e, per la gioia del pubblico di casa, l’Estonia ha ottenuto una medaglia). Insomma, a Tallinn è andata in scena l’atletica del futuro che, purtroppo, non sembra poter abbinare quantità e qualità in casa Italia. Luigi M. D’Auria

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