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Settimanale indipendente fondato e diretto da Donato D’Auria. Registrato presso il Tribunale di Torino il 7 ottobre 2011 n. 64

Ciclismo

Alberto Contador Vince la Vuelta 2012

17 settembre 2012

Alberto Contador Vince la Vuelta 2012

Questa è stata sicuramente una delle edizioni più spettacolari della storia della corsa a tappe spagnola, in cui Valverde, Rodriguez, Contador e Froome si sono dati battaglia attraverso epiche battaglie su salite dure come poche se ne sono viste (in particolar modo sono da ricordare Cuitu Negru e Bola del Mundo), facendo respirare al ciclismo quell’aria mitica che il Tour aveva voluto negli ultimi anni cancellare per trasformare il ciclismo in uno sport “comprato e venduto” e deciso nel palazzo; fortunatamente la Vuelta ci ha fatti svegliare da questo incubo: ogni salita è stata una vera guerra tra atleti che hanno fatto vedere valori molto alti, ma non dopati, scacciando tutti i dubbi che il Tour aveva fatto intravedere riguardo il Team Sky.

Questa Vuelta ha incoronato innanzitutto Contador, che con l’impresa di Fuente De’ ha scritto una delle più grandi imprese della storia del ciclismo; in evidenza anche Joaquim Rodriguez che ha dimostrato di esssere pronto a vincere un grande giro dopo i due podi raggiunti; s’è risvegliato Philippe Gilbert che aveva due tappe fatte apposta per lui e che ha vinto con una facilità che lo candida a tornare sui livelli dello scorso anno con una possibile vittoria al mondiale di Valkemburg; abbiamo visto due vittorie azzurre (servivano!) grazie ad un buon Cataldo ed a un Daniele Bennati che ha finalmente vinto. Vorrei  stuzzicare una domanda: è Mark Cavendish lo sprinter più forte in circolazione? Per molti un sì sarebbe scontato, ma non credo che John Degenkolp (ha vinto 5 tappe) e Marcel Kittel (l’ha battuto al Giro di Danimarca con una facilità disarmante) sarebbero d’accordo, lascio ai miei dieci lettori l’interpretazione.

Prima di passare al pagellone, chiedo all’organizzazione del Giro di recuperare lo Zoncolan, ormai uno totem del ciclismo moderno.

IL PAGELLONE DELLA VUELTA

Organizzazzione 10 e lode: questo si può definire un grande giro; GRAZIE!

Contador 10: sempre nei primi tre in montagna, dimostra inoltre di essere il più forte nei grandi giri con il numero di Fuente De’, che ha di diritto un posto nella storia.

Valverde 8: dimostra di essere tornato il grande corridore di un tempo, vincendo con merito la classifica dei piazzamenti (combinada).

Rodriguez 8: per come ha corso meritava la Vuelta, ma ha dimostrato di patire gli attacchi da lontano andando in crisi nera nella fatidica tappa di Fuente De’.

Froome 6: non sa ancora correre da capitano, ma nonostante l’ampio distacco accumulato non ha mai smesso di lottare.

Moreno 6: dopo troppi anni in cui è stato competitivo soltanto sulla singola tappa, si è finalmente sbloccato anche sulle grandi corse a tappe: ottima questa volta, considerato che è il primo degli umani.

Gesink 7: dopo due anni in cui è stato falcidiato dagli infortuni, è finalmente riuscito a ritrovarsi ad a arrivare nei primi dieci.

Talansky 8: per questo grintoso americano la maglia di miglior giovane è pienamente meritata, visto come ha lottato contro i Titani.

Anton 6-: è arrivato nei primi dieci ma non ha avuto alcun tipo di acuto.

Deghenkolp 9: si candida a diventare più grande di Cavendish vincendo 5 volate su 6.

Niemec 7: è difficile dopo una vita da gregario inventarsi capitano per salvare la propria squadra (la Lampre),  ma con grande cuore ci riesce comunque arrivando terzo a Getafe e chiudendo la corsa nei primi quindici.

Cataldo 6 e mezzo: è la giusta misura tra l’8 e mezzo della splendida vittoria sul Cuitu Negru (da ricordare) e il 5 per non essere arrivato nei primi dieci.

Bennati 7: dopo un anno all’asciutto è stato l’unico in grado di battere Deghenkolp in volata.

Cunego 4: semplicemente un fantasma non in grado di fare la benché minima azione.

Nocentini 6: per il capitano della modesta AGD2 l’obiettivo erano i primi venti: ce l’ha fatta dopo un anno difficile.

Luigi Maria D’Auria

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