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Giro d'Italia 2018: percorso duro e ricco di insidie PDF Print E-mail
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Sunday, 31 December 2017 10:40

Milano - Si annuncia massacrante e spettacolare il Giro d'Italia 2018. La Corsa Rosa, presentata a Milano il 29 novembre, partirà per la prima volta fuori dall'Europa (le prime tre tappe saranno in Israele), attraverserà l'Italia da sud a nord e si concluderà a Roma, dove il Giro non tornava dal 2009, quando Denis Menchov vinse il suo primo Grande Giro, precedendo di pochi secondi Danilo Di Luca.

La prima tappa, che si svolgerà il 4 maggio 2018, sarà preceduta da un omaggio a Gino Bartali, ricordato nel "Giardino dei Giusti a Gerusalemme". Si tratta di una cronometro di circa dieci chilometri, caratterizzata da un percorso tortuoso e ricco di curve, che favorirà i corridori abili a condurre la bici in ogni condizione. La seconda tappa, adatta ai velocisti, arriverà a Tel Aviv, mentre la terza, la Beher Sheva-Eilat, sempre dedicata alle ruote veloci, sarà resa durissima dai molti chilometri (quasi cento) che i corridori dovranno percorrere nel deserto del Neghev.

Dopo un giorno di riposo, la Carovana Rosa ripartirà dalla Sicilia con la Catania-Caltagirone, caratterizzata da un finale tortuoso e adatto agli scattisti e alle fughe. Seguirà, poi, la prima tappa con altimetria significativa: la Agrigento-Santa Ninfa (dedicata al ricordo dello scrittore Luigi Pirandello e del devastante terremoto che sconvolse la Valle del Belice nel 1968), con tre gran premi della montagna negli ultimi trenta chilometri. La tre giorni siciliana del Giro si chiuderà con  il primo vero arrivo in salita. La frazione Caltanissetta-Etna prevede la scalata del vulcano da un versante inedito, che porterà i corridori fino ai 1700 metri dell'Osservatorio al termine di una salita lunga e arcigna, con punte del 18%.

Senza giorno di riposo si passerà in Calabria, dove torneranno protagonisti i velocisti con la tappa Pizzo Calabro-Praia a Mare. Proprio da Praia a Mare partirà l'ottava tappa, quella del secondo arrivo in salita: si arriva a Montevergine di Mercogliano (vicino Avellino), salita di 16 chilometri con pendenze dolci, sempre intorno al 5%. Il giorno seguente altra giornata difficile. Il gruppo partirà da Pescosannita e giungerà a Campo Imperatore, salita irregolare ma lunga ben 33 chilometri.

Dopo il secondo giorno di riposo, inizerà la seconda settimana di corsa, aperta dalla tappa più lunga del Giro, che porterà i corridori da Penne a Gualdo Tadino al termine di 239 chilometri di corsa che toccheranno anche la località di Rigopiano. Seguiranno due tappe mosse: la Assisi-Osimo, che presenta una arrivo in cima ad uno strappo e la Osimo-Imola, con arrivo nell'autodromo e la salita dei Tre Monti nel finale. La Ferrara-Nervesa della Battaglia (dedicata ai velocisti) funge da antipasto ad una due giorni da paura, che inizierà con la tappa San Vito al Tagliamento-Monte Zoncolan (il "mostro" ritorna dopo quattro anni) e la Tolmezzo-Sappada, che presenta ben tre salute dolomitiche.

Ultima settimana imperdibile per gli appassionati, ma massacrante per i corridori, chiamati a svolgere una cronometro subito dopo il giorno di riposo (Trento-Rovereto, 34 dedicati agli specialisti puri). Dopo una tappa dedicata ai pochi velocisti rimasti in corsa (Riva del Garda-Iseo), inizerà una tre giorni massacrante. Prima un arrivo di tappa a Prato Nevoso (partenza da Abbiategrasso), poi una tappa (la diciannovesima) che potrebbe entrare nella storia del ciclismo: 181 chilometri, da Venaria Reale a Bardonecchia, con la scalata del Colle del Lys, del Colle delle Finestre (Cima Coppi), del Sestriere e dello Jafferau. Ci sarà ancora spazio per le montagne con la ventesima tappa (la Susa-Cervinia), che prevede due Gran Premi della Montagna di prima categoria negli ultimi trenta chilometri.

Difficile prevedere quanti corridori di primo piano saranno presenti alla partenza, anche se Fabio Aru e il campione in carica Tom Dumoulin hanno annunciato la loro presenza. Il sardo potrebbe fare benissimo sulle Alpi, mentre l'olandese punta a fare il vuoto nelle frazioni a cronometro. La presenza di Chris Froome, invece, é stata messa in dubbio dall positività del britannico al salbutamolo alla scorsa Vuelta. Cia auguriamo che l'intera vicenda possa risolversi al più presto. Il ciclismo non ha bisogno di altri scandali doping, ma di grandi corse con molti campioni al via. Luigi M. D'Auria

Last Updated on Sunday, 31 December 2017 10:48
 
Solo due medaglie per l’Italia agli Europei di Cross PDF Print E-mail
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Sunday, 10 December 2017 16:31

Samorin (Slovacchia) - Sono state poche le soddisfazioni per l’atletica azzurra ai Campionati Europei di Corsa Campestre, che si sono svolti a Šamorín, vicino alla città slovacca di Trnava. Nonostante due medaglie, infatti, i nostri atleti non lasciano soddisfatti una manifestazione storicamente favorevole all’atletica nostrana (anche nel recente passato): sono state diverse, infatti, le occasioni sprecate dai nostri atleti, soprattutto nella categoria Under 23 maschile, dove gli Azzurri non sono riusciti a centrare il podio nella classifica a squadre.

Parziale delusione anche per l’atleta azzurro di punta, Yeman Crippa. Nella gara Under 23 maschile, infatti, il poliziotto di Montagne (Trento), ha provato a fare la differenza con un attacco solitario a tre quarti gara, ma é stato rimontato nel finale dai francesi Jimmy Gressier e Hugo Hay, che lo hanno superato nel tortuoso finale del circuito slovacco. Ancora peggio hanno fatto gli altri azzurri (ventisettesimo Chiappinelli, solo quarantesimo Gabriele Riva), che hanno chiuso solo al quinto posto nella classifica a squadre.

Il miglior risultato di giornata é arrivato dalla gara Under 20 femminile, dove l’Italia ha realizzato una grande prova di squadra, piazzando ben due atlete tra le prime dieci (Nadia Battocletti quinta e Francesca Tommasi sesta). Nonostante non sia arrivato il podio individuale (la gara é stata vinta dall’inglese Harriet Knowles-Jones, davanti all’ungherese Toth e alla tedesca Datke), le Azzurre hanno corso una gara coraggiosa, realizzando un ottimo finale di gara.

Decisamente elevato il livello tecnico della manifestazione, che ha visto al via atleti di assoluto livello sia nelle categorie giovanili che in quella senior. Tra gli assoluti protagonisti non si possono non citare il norvegese Jakob Ingebrigtsen, che ha vinto il suo secondo titolo Under 20 consecutivo, e le tedesche Kostanze Klosterhalfen e Alina Reh, che hanno dominato la gara Under 23 femminile e la turca-keniana Yasemin Can, che non ha avuto problemi a vincere la gara senior femminile.

Per quanto riguarda gli altri componenti della spedizione azzurra, invece, non possiamo esprimere un giudizio positivo, ma neanche bocciare senza appello i nostri, visto che molti degli atleti presenti ai nastri di partenza erano alla loro prima esperienza internazionale, anche tra i componenti delle squadre senior. Ci sembra incredibile, invece, che la nostra Nazionale non si sia presentata al via con la miglior formazione possibile. Per tornare ad ottenere risultati di rilievo almeno nelle rassegne continentali é necessario, a nostro avviso, provare a preservare i nostri migliori atleti per gli appuntamenti più importanti del calendario internazionale. Altrimenti, il rinascimento della nostra atletica continuerà ad essere lontano. Luigi M. D’Auria

 
Il Torino pareggia anche con l’Atalanta e non riesce a sbloccarsi PDF Print E-mail
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Saturday, 09 December 2017 14:06

Torino - Sale a otto il numero di pareggi stagionali del Torino di Sinisa Mihajlovic, che, dopo aver rischiato di perdere contro l’Atalanta di Gianpiero Gasperini, ha lasciato il prato dell’Olimpico Grande Torino siglando il record europeo di pareggi (nei cinque massimi campionati continentali, infatti, nessuno ha pareggiato più dei Granata).

É stata una partita dalle due facce, quella fra Torino e Atalanta. La Dea ha deciso di impostare una partita fisica per provare a bloccare le trame offensive del Toro, preservando anche un po’ di energie in vista dello scontro europeo contro il Lione, mentre i Granata hanno provato a proporre gioco nella prima frazione di gioco (soprattutto grazie alla discreta serata di Lijajic), ma é caduto nella trappola tattica dell’Atalanta, che nel secondo tempo ha rischiato di vincere, ma é stata fermata da un grande Sirigu e da un Papu Gomez poco ispirato.

Nella prima frazione di gioco sono state poche le occasioni da gol. Entrambi gli allenatori, infatti, hanno schierato un centrocampo molto fisico, con il risultato che le due squadre si sono annullate a vicenda e la noia é stata protagonista per larghi tratti dell’incontro. Subito prima dell’intervallo, però, é arrivato il gol del Torino. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo N’Koulou é stato bravissimo a girarsi e a colpire un incolpevole Berisha.

Ad inizio secondo tempo é arrivata la svolta tattica del match. Gasperini ha richiamato in panchina Kurtic e ha inserito Ilicic. Lo sloveno ha letteralmente “spaccato” la partita, penetrando con una facilità disarmante la disorganizzata difesa del Torino. Al 54’ è stato proprio Ilicic a trovare il pareggio, sfruttando un grave errore di posizionamento di Barreca e presentandosi a tu per tu con Sirigu. Nei minuti seguenti il Torino é andato in apnea e Sirigu ha salvato il risultato almeno un paio di volte su un Ilicic in serata di grazia. Alll’ultimo respiro, poi, Gomez si é trovato solo davanti a Sirigu ma ha gettato al vento l’occasione del 2-1 provando goffamente a driblare il portiere dei Granata (vestiti di verde per l’occasione in onore della Chapecoense). Alla fine, però, il Var ha annullato tutto per un fuorigioco dello stesso Gomez.

Al termine dell’incontro, il pubblico del Grande Torino ha fischiato una squadra che, anche quest’anno, rischia di abbandonare i sogni d’Europa già a metà stagione. Se la squadra di Mihajlovic non farà punti nelle prossime due giornate (in cui sfiderà Lazio e Napoli), infatti, sarà condannata a concludere l’anno in maniera anonima. Le responsabilità sono, ovviamente, collettive. La società, infatti, ha decisamente sbagliato alcuni acquisti (primo fra tutti quello di Niang, ancora incapace di incidere davvero), ma non bisogna dimenticare le responsabilità di un allenatore che dopo più di una stagione non é riuscito a dare un’identità di gioco ben definita al Toro (e che sembra essere di nuovo in discussione), ma anche di molti giocatori che finora non hanno reso al massimo delle loro possibilità. Al Toro sono rimaste due partite di campionato e una di Coppa Italia (contro la Roma il 20 dicembre)  per provare a cambiare il suo destino, ma per farlo deve cambiare marcia il prima possibile. Luigi M. D’Auria

 
Una doppietta di Rosucci regala l’ottava vittoria alla JuventusWomen PDF Print E-mail
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Saturday, 09 December 2017 18:18
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Vinovo (To) - La Juventus Women non si ferma e batte anche la Fiorentina al termine di un match quasi mai in discussione, deciso dalla fantasista Martina Rosucci. Le ragazze di Rita Guarino continuano a vincere (sono otto le vittorie consecutive in campionato, ma il computo sale a dieci se si considera anche la Coppa Italia) e a concedere pochissimo: finora la Juventus ha realizzato ventidue gol, subendone solo 2.

Nonistante il freddo pungente, il pubblico ha riempito gli spalti dello Juventus Training Center anche per questa ottava giornata di campionato. Per entrambe le squadre l’incontro rappresentava un vero e proprio crocevia della stagione: per le campionesse d’Italia della Fiorentina, ferme a quota 12 punti, poteva rappresentare l’ultima occasione per rimanere agganciate al treno scudetto, mentre per la Juventus era una ghiotta occasione per provare a prendere il largo.

Nel primo tempo la Fiorentina ha provato ad aggredire la Juve e a proporre il proprio gioco, raddoppiando costantemente Barbara Bonasea, non in serata di grazia, e affidando la spinta alla fascia destra, presidiata da Guagni e Bonetti.  La Juventus, però, é venuta fuori alla distanza e le Bianconere sono riuscite a sbloccare l’incontro con un siluro della Rosucci, abile a sfruttare il primo errore di posizionamento del centrocampo viola.

Nel secondo tempo la Fiorentina ha provato a reagire, sfiorando il gol al 3’ con la Bonetti (bravissima la Giuliani nell’occasione), ma nell’ultima mezz’ora la Juventus sale in cattedra, sfiorando due volte il gol con la Bonasea e trovando il raddoppio, dopo una bella azione prolungata, con la solita Rosucci. Nel finale di gara la Fiorentina é stanca mentre la Juve, che viaggia anche sulle ali dell’entusiasmo, colpisce anche una traversa e, quando l’arbitro fischia tre volte, può godersi l’abbraccio del pubblico festante di Vinovo.

La Juventus, dunque, continua a condurre il campionato con autorità, dimostrando che, oltre alla grande qualità dei singoli, il tecnico Guarino ha lavorato molto bene anche sul gruppo, dando vita ad una squadra che gioca un calcio offensivo, ma anche in grado di chiudersi con ordine nei momenti di maggiore pressione delle avversarie. Adesso le Bianconere sono attese dagli ultimi impegni del girone d’andata e dal secondo turno di Coppa Italia, incontri utili per provare a legittimare ulteriormente la propria leadership.

Nel frattempo, il movimento femminile continua a crescere: anche l’Inter ha annunciato l’apertura di una propria sezione femminile a partire dalla prossima stagione sportiva. I nerazzurri potrebbero acquistare il titolo sportivo dell’attuale Inter Femminile (che milita in Serie B, ma che ha buone possibilità di essere promossa), oppure quello di un’altra squadra di Serie A, anche se molto probabilmente si cercherà di mantenere un legame con l’Inter Milano, società in cui é molto importante il ruolo rivestito dalla famiglia della bandiera nerazzurra Beppe Baresi. Luigi M. D’Auria

 

 
Molte luci e qualche ombra per le prime Next Gen Atp Finals PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Saturday, 25 November 2017 17:34
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Milano - La prima edizione delle Next Gen Atp Finals, nonostante le riserve iniziali, si é rivelata un successo, innanzitutto per il pubblico, che ha riempito il campo ricavato nei padiglioni della Fiera di Rho per tutti i cinque giorni della competizione. Positivo anche l’atteggiamento dei giocatori in campo.

Last Updated on Sunday, 26 November 2017 16:42
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